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Sunday, November 8, 2026

Svolta in Israele, a Eisenkot l'incarico di fare il governo

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Svolta in Israele dopo le elezioni. Il presidente Herzog ha comunicato al leader del partito Yashar Eisenkot l'intenzione di affidargli l'incarico di formare il nuovo governo. Oggi alle 17 l'incontro e l'annuncio ufficiale. Il nome di Eisenkot era stato fatto nel corso delle consultazioni dalle forze politiche che
rappresentano complessivamente 67 membri della Knesset, mentre partiti che hanno in tutto 46 parlamentari hanno indicato il primo ministro uscente e leader del Likud Netanyahu, che per ora esce di scena in attesa di vedere se Eisenkot riuscirà a formare il governo. Netanyahu è stato primo ministro di Israele nel complesso per 20 anni e in sei governi dal 1996 ad oggi.

Houthi, 33 vittime in raid sauditi su provincia Sana'a

Il bilancio delle vittime dei raid sauditi sulla provincia yemenita di Sana'a si aggrava ulteriormente. Sarebbero infatti 33 le persone decedute, molte delle quali donne e bambini, secondo quanto riferito in serata dalle autorità Houthi. "Le vittime degli attacchi della coalizione guidata dall'Arabia Saudita contro il villaggio di Al-Shariya, situato a est della capitale yemenita Sana'a, è salito a 33, con 39 feriti", ha reso noto il portavoce del ministero della Salute degli Houthi, Anees Alasbahi, in un post su X. Secondo le Nazioni Unite, da quando sono ripresi i combattimenti nel paese, sono state uccise più di 1.600 persone mentre gli sfollati sono oltre 300mila. L'agenzia di stampa Saba, vicina agli Houthi, ha riferito peraltro che ieri erano ancora in corso le operazioni di recupero delle vittime dalle macerie e che i raid avevano "preso di mira i paramedici con due attacchi". Tra i morti, sempre secondo quanto affermato da Alasbahi "figurano 12 uomini, 8 donne e 13 bambini, mentre tra i feriti ci sono 16 uomini, 10 donne e 13 bambini". L'Arabia Saudita, che sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, non ha commentato la notizia.

Iran: due forti deflagrazioni avvertite sull'isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz

Due esplosioni sono state udite sull'isola di Qeshm, avamposto strategico iraniano situato nello Stretto di Hormuz. A darne notizia è l'agenzia di stampa ufficiale di Teheran, Irna, precisando che al momento le autorità e le fonti ufficiali della Repubblica Islamica non hanno rilasciato chiarimenti sulle cause degli scoppi né sull'eventuale presenza di danni o vittime.

Netanyahu lancia l'appello per l'unità nazionale con la destra religiosa, ma Eisenkot blinda i suoi quattro paletti

Alla vigilia del mandato esplorativo che il presidente Isaac Herzog affiderà a Gadi Eisenkot, Benjamin Netanyahu tenta la mossa politica invocando la nascita di un esecutivo di conciliazione patriottica. Come riportato da The Times of Israel, il primo ministro uscente ha lanciato un videomessaggio per chiedere «la formazione di un governo di unità nazionale che comprenda tutti i partiti del campo nazionale e tutte le forze politiche sioniste che vogliono proteggere il nostro Paese». Secondo Netanyahu, una simile compagine rappresenterebbe la sola garanzia per «eliminare definitivamente la minaccia nucleare iraniana, proteggere Israele come Stato ebraico e ristabilire l'unità».

La formula proposta dal capo del Likud, tuttavia, non arretra rispetto all'assetto della sua maggioranza uscente: l'intesa dovrebbe includere obbligatoriamente i partiti ultraortodossi e la destra radicale di Sionismo Religioso e Otzma Yehudit, pur senza specificare chi debba assumere la premiership.

L'uscita di Netanyahu interviene in una fase di forte dinamismo parlamentare attorno a Yashar. Il fronte guidato da Eisenkot — forte dell'appoggio di 67 deputati — ha registrato aperture significative: il leader di Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, ha revocato lo storico veto alla collaborazione con gli ultraortodossi, aprendo a un «compromesso doloroso» sulla leva militare. Contemporaneamente, emergono spiragli di dialogo con Giudaismo Unito della Torah (UTJ), astenutosi dal raccomandare Netanyahu nelle consultazioni con Herzog.

Da parte sua, Eisenkot ha ribadito la totale indisponibilità a far parte di un esecutivo a guida Netanyahu.

Israele: Yashar sfida il Likud, "rottura con gli estremisti per entrare nel governo Eisenkot"

A poche ore dall'incarico formale atteso dal presidente Herzog, Yashar — la formazione guidata da Gadi Eisenkot — ha risposto con fermezza all'appello di Benjamin Netanyahu per un esecutivo di unità nazionale, aprendo le porte agli alleati del Likud ma imponendo condizioni politiche stringenti.

In una nota diffusa su X, Yashar ha respinto le argomentazioni del premier uscente, accusandolo di opportunismo: «L'uomo che ha diviso, lacerato e seminato discordia nella società israeliana ora parla di "unità" solo perché si rende conto che i suoi giorni al potere sono contati». Il partito ha sottolineato come Netanyahu abbia «agito sistematicamente e risolutamente contro l'unità, persino durante la guerra più difficile della nostra storia».

La replica risponde anche alle dichiarazioni di Netanyahu, che in un videomessaggio aveva sostenuto che un esecutivo a guida Eisenkot appoggiato dai partiti arabi non sarebbe determinato nella lotta contro Hamas. Yashar ha ribadito che il futuro «governo nazionale di emergenza» accoglierà esclusivamente deputati allineati ai suoi quattro pilastri programmatici, a partire dal «riconoscimento di Hamas come organizzazione terroristica e l'impegno a distruggere il suo potere militare e di governo».

Da qui la controffensiva politica indirizzata direttamente al blocco di centrodestra: se il Likud e i suoi alleati intendono davvero sostenere un'intesa ampia, ha chiarito Yashar, dovranno «annunciare pubblicamente lo scioglimento dell'alleanza con gli estremisti, l'accettazione dei quattro principi di Gadi Eisenkot e la disponibilità a entrare in un governo guidato dal premier Eisenkot».

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