Manovra, da banche e assicurazioni ipotesi contributo fino a 3 miliardi

Nella complicata architettura delle coperture per la legge di bilancio prova a farsi largo anche quest’anno un capitolo dedicato a banche e assicurazioni.
Le ipotesi sul tavolo
Le riunioni di inizio settimana al ministero dell’Economia avrebbero fissato l’obiettivo: tra i 2 e i 3 miliardi. Al ministero dell’Economia sono giornate di lavoro intenso per tradurre il tutto in articoli e commi, in un ventaglio di strumenti che dal classico intervento sulle Dta (Deferred Tax Assets, i crediti fiscali scontabili in anni futuri) su avviamenti, valutazione degli strumenti finanziari (in base al principio Ifrs 9) e svalutazione crediti, e guarda agli avviamenti delle assicurazioni. Il mondo del credito è in stato di allerta, come mostrano le dichiarazioni ripetute del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, che ancora ieri ha ricordato «l’accordo triennale da 10,5 miliardi di contributi» già siglato lo scorso anno con il Governo. E ancora da costruire è l’intesa politica nella maggioranza; divisa fra chi, come il vicepremier leghista Matteo Salvini, spinge per una maxi richiesta agli istituti e chi, come il suo omologo di Fi Antonio Taiani, si dice «contrarissimo a tasse sulle banche».
Gli extraprofitti, tema caro al dibattito politico, non entrano in questo gioco. Ma tasse o non tasse, il dossier è aperto. «Non vogliamo dare schiaffoni a nessuno – ha confermato in mattinata il viceministro all’Economia Maurizio Leo, alla Camera per il voto sulla legge elettorale -; il dialogo è sempre aperto, come c’è stato lo scorso anno, vediamo di farlo anche quest’anno». La caccia alle risorse potrebbe coinvolgere anche le società dell’energia, dove però la questione intreccia il confronto già in corso sul tetto al prezzo dei carburanti. «Extraprofitti? Tutte le risorse che vengono sottratte agli investimenti nel settore creeranno problemi domani», ha messo le mani avanti il presidente dell’Unem Gianni Murano. I tempi, in ogni caso, sono stretti.
Martedì alla Ue le misure
Il vertice di maggioranza potrebbe tenersi lunedì. Perché al prossimo consiglio dei ministri, martedì 13 dopo il voto parlamentare sullo scostamento da clausola di salvaguardia, è atteso il Dpb, il Documento programmatico di bilancio da inviare alla Ue con la radiografia dei principali interventi della manovra. E quel giorno, per poter contare sul contributo di banche e assicurazioni le decisioni devono essere state prese. Del resto, sulla scacchiera delle coperture indispensabili a finanziare tagli Irpef, rinnovo delle Flat Tax, fisco leggero per i giovani, rifinanziamento del fondo sanitario e così via, le pedine oggi sono poche. E tutte in movimento.
Nell’Eurogruppo che ieri ha dato il via libera all’extradeficit per energia e difesa «c’è stato un ampio dibattito sulla nostra proposta» di applicazione flessibile della regola della spesa, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Ma le decisioni operative non arriveranno prima delle prossime riunioni dei ministri finanziari a Bruxelles, in calendario il 9 e il 10 di novembre. Senza novità su quel fronte, oggi i tendenziali appena scritti nel Documento programmatico di finanza pubblica rispettano alla virgola la traiettoria della spesa primaria netta concordati con la Ue: e questo, come segnalato sul Sole 24 Ore di domenica 4 ottobre, significa che al momento non ci sono margini per misure prive di una copertura sotto forma di maggiori entrate o riduzioni di spesa. Anche l’anno scorso, per la prima volta da molto tempo, fu approvata una manovra interamente coperta sul primo anno: anche grazie, appunto, ai primi 4,4 miliardi dei 10,5 chiesti a banche e assicurazioni per il triennio.
Comuni e sanità in pressing
Nelle stesse ore in cui prova a irrobustirsi la colonna delle entrate della manovra, dove si affinano i calcoli sui ”risparmi” del Pnrr (le stime circolate fin qui parlano di 2-4 miliardi) non utilizzati per l’esenzione dal bollo auto, come a ogni vigilia di manovra si allarga quella delle richieste di spesa. Ieri è stato il turno dei Comuni, che con il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi chiedono un miliardo per minori stranieri non accompagnati, assistenza agli alunni disabili, bollette e un piano di assunzioni di 12mila addetti di Polizia locale. Nei giorni scorsi il ministro della Salute Orazio Schillaci ha valutato in 5,5 miliardi aggiuntivi il minimo indispensabile alla sanità. E l’elenco è destinato ad allungarsi ancora.
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