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Monday, September 28, 2026

Davanti alla crisi del clima, dobbiamo agire subito: l’iniziativa di Terra Giusta

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Davanti alla crisi del clima, dobbiamo agire subito: l’iniziativa di Terra Giusta

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di Luigi Gallo e Paolo Mottana*

Il tempo stringe. La scandalosa distrazione che da decenni concerne la questione ambientale e climatica sembra giunta al capolinea. In colpevole ritardo.

Tutti ci siamo resi conto, quest’estate, anche i più riottosi a prendere seriamente in considerazione il nostro futuro prossimo come abitanti di questo pianeta, che non c’è più tempo da perdere. Il CNR e Copernicus, il servizio climatico europeo, confermano che l’estate 2026 è stata la più calda nel mondo e in Italia dal 1950. Un’estate che secondo uno studio del Guardian ci è costata almeno 35mila morti di cittadini europei.

Naturalmente sappiamo bene che i governi, la politica, soprattutto le grandi potenze mondiali sono alle prese, da sempre, con questioni più urgenti: la guerra, il potere, le risorse energetiche, il loro ego spropositato. Sappiamo che a dettare le loro agende sono le multinazionali del fossile e chi continua a guadagnare dallo status quo.

Grazie al loro atteggiamento rischiamo di andare a sbattere in una catastrofe irreversibile molto prima di quanto avevano previsto gli osservatori, anche quelli più pessimisti. E a confermarlo è la stessa Onu che questo mese ha dichiarato come non riusciremo a rispettare l’accordo di Parigi del 2015, che doveva evitare l’aumento delle temperature globali sopra all’1.5°C, e che nelle ipotesi più ottimistiche ci assesteremo sopra l’1.8°C.

Ora possiamo solo tentare di ridurre il numero di anni e i decenni da trascorrere sotto estati roventi ed eventi climatici estremi, sempre se non peggioreremo la situazione. Cosa possiamo fare noi, in tutto questo? Diventare militanti, stringere d’assedio l’opinione pubblica, sollecitare massicciamente tutti gli attori in gioco, i governi, locali e nazionali, le agenzie che si occupano del territorio, gli imprenditori, i sindacati, le associazioni, la società civile, affinché non si smetta neppure un secondo di mantenere viva l’attenzione intorno al fatto che qui non si parla di economie in crisi, di bollette, di tasse, ma di sopravvivenza.

Ci sta letteralmente sfuggendo la terra sotto i piedi. E noi continuiamo a ballare il twist come se niente fosse. È spaventoso vedere come anche oggi nelle principali trasmissioni televisive, nei talk-show, nei telegiornali ma anche sui giornali, persino sui social network la questione ambientale non riceva la primarietà che dovrebbe assolutamente spettarle.

Gli esseri umani sono davvero strane creature. Hanno un grosso cervello, diceva Kurt Vonnegut, ma evidentemente sono sempre troppo occupate a impiegarlo per risolvere problemi periferici, per questioni secondarie.

Telmo Pievani ci ha avvisato che la nostra specie si sta confezionando quella che lui chiama una straordinaria “trappola evolutiva”, cioè una di quelle situazioni che certe forme di vita particolarmente poco previdenti permettono che accada e che le porta rapidamente all’estinzione. Noi dobbiamo assolutamente, lo dobbiamo in particolar modo alle future generazioni, evitare che una tale trappola scatti per noi, per la nostra superficialità.

L’associazione Terra giusta, che da diversi anni si occupa di sostenibilità, di ambiente, di politica dei territori, di educazione, di diritti e beni comuni e che cerca di portare avanti la tensione politica e culturale che insieme a Domenico De Masi, tra i suoi fondatori, ha coltivato, ha ideato un ciclo di interviste con testimoni chiave della questione. Un ciclo che riporta all’ordine del giorno le domande cruciali che assillano chi non è sordo a questi temi: dove stiamo andando, siamo ancora in tempo per porre rimedio, cosa dobbiamo aspettarci, cosa dobbiamo fare, chi si deve mobilitare.

A questo fine hanno chiesto a Luca Mercalli, climatologo e esperto di problemi ambientali, a Telmo Pievani, filosofo dell’evoluzione e scienziato da molto tempo indagatore delle questioni che attengono al passato e al futuro della specie umana, a Monica Di Sisto, esperta di comunicazione e vicepresidente dell’Osservatorio italiano su Commercio e Clima di Fairwatch, a Marco D’Eramo, sociologo e giornalista da lungo tempo impegnato ad analizzare la deriva drammatica di questo nostro sistema neoliberista, di illuminarci, di fornirci delle piste di approfondimento ma anche di intervento.

Non è più possibile attendere, dobbiamo costruire alleanze, megafoni e occorre avere da subito istruzioni su come comportarsi, su cosa dire, su come animare costantemente una discussione che deve tradursi in azioni, in politiche, in una vera e propria mobilitazione permanente che non consenta ancora una volta di eludere le nostre responsabilità.

*prof. di filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca

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