Un piano su Telegram per aggredire una professoressa: 14enne fermato prima dell’attacco a Lamezia Terme
Un coltello nascosto nei bagni della scuola e un piano affidato a una chat Telegram. A Lamezia Terme, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un ragazzo di 14 anni avrebbe preparato un’aggressione contro la propria insegnante di italiano. L’intervento dei carabinieri avrebbe fermato il progetto prima che potesse trasformarsi in un attacco. Sulla vicenda, anticipata dal quotidiano La Gazzetta del Sud, viene mantenuto al momento il massimo riserbo. Il giovane frequenta l’Istituto comprensivo Nicotera-Costabile. Secondo le informazioni finora emerse, avrebbe utilizzato un gruppo Telegram per parlare dell’azione e organizzarla. L’arma sarebbe stata nascosta all’interno della scuola, nei bagni, in attesa del momento in cui avrebbe dovuto essere utilizzata contro la docente. A far scattare l’allarme sarebbero stati proprio i messaggi scambiati online, intercettati dai carabinieri.
Gli investigatori avrebbero quindi effettuato una perquisizione nell’abitazione del ragazzo, sequestrando il telefono cellulare e gli abiti che il 14enne avrebbe indossato nelle fotografie pubblicate sui social. Gli accertamenti dovranno ora chiarire la genesi del progetto, i contatti avuti dal minore e il ruolo eventualmente avuto da altre persone. Per ora, su questi aspetti, le informazioni disponibili restano limitate in considerazione dell’età dell’adolescente coinvolto e le indagini in corso.
La notizia arriva a pochi giorni dall’aggressione avvenuta a Roma, in una scuola di Centocelle. In quel caso, un 13enne aveva aggredito una docente di italiano, ferendola con un coltello dopo averle spruzzato contro dello spray urticante. Secondo quanto emerso dalle indagini, anche quell’azione era stata preceduta da una preparazione e da comunicazioni attraverso Telegram e social network. Gli investigatori stanno verificando anche i contatti del ragazzo con altri utenti presenti nelle chat. C’è poi il precedente di Trescore Balneario, nel Bergamasco, dove nel marzo scorso un altro studente di 13 anni aveva aggredito con un coltello la propria insegnante di francese. In quel caso il ragazzo aveva portato a scuola anche una pistola scacciacani e aveva trasmesso l’aggressione in diretta su Telegram. Gli investigatori avevano inoltre sequestrato nella sua abitazione materiale destinato alla preparazione di esplosivi.
Tre vicende diverse, che non possono essere sovrapposte sul piano delle responsabilità e delle motivazioni, ma nelle quali emerge un elemento comune: l’utilizzo degli strumenti digitali come parte della preparazione, della comunicazione o della documentazione di un gesto violento. A Lamezia, però, la sequenza si sarebbe interrotta prima che qualcuno venisse ferito. Il coltello sarebbe rimasto nascosto nel bagno dell’istituto e il progetto sarebbe stato scoperto attraverso le comunicazioni online. Ora saranno gli accertamenti dei carabinieri e dell’autorità giudiziaria minorile a ricostruire con precisione cosa avesse programmato il ragazzo, quanto fosse avanzata la preparazione e se nella vicenda siano coinvolti altri adolescenti.
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