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Tuesday, November 3, 2026

Caso Garlasco, tutti gli indizi contro Alberto Stasi e Andrea Sempio a confronto

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Due “colpevoli” per un delitto. L’uccisione di Chiara Poggi, avvenuta a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007, ha portato alla condanna passata in giudicato di Alberto Stasi, 43 anni, ex studente della Bocconi di Milano. Una condanna che a distanza di molti anni lascia ancora diverse ombre a livello investigativo.

L’altro “colpevole”, Andrea Sempio, 38 anni, ex commesso in un negozio di telefonia, è soltanto presunto. Di oggi la notizia della richiesta di rinvio a processo da parte della procura di Pavia, che ora dovrà essere valutata dal giudice per l’udienza preliminare. Anche se le accuse nei confronti di Sempio erano già state archiviate il 28 marzo 2017 su richiesta della stessa procura di Pavia, all’epoca guidata da Mario Venditti. E la riapertura dell’inchiesta a 19 anni dal delitto lascia adito ad altrettanti dubbi quanto la condanna di Stasi.

Dubbi che obbligano a ripercorrere le motivazioni che hanno portato sia alla condanna di Stasi, sia alla richiesta di rinvio a processo per Sempio.

I sette presunti elementi contro Alberto Stasi

Per la corte di cassazione, che il 12 dicembre 2015 ha pronunciato la sentenza definitiva, sono sette gli elementi che hanno fatto sì che Stasi fosse ritenuto colpevole “oltre ogni ragionevole dubbio”. Il primo fattore preso in considerazione riguarda la “copiosa quantità” di Dna di Chiara sui pedali della bici dell’ex bocconiano, per poi passare alle presunte incongruenze della sua versione. Disse di avere trovato il corpo senza vita della vittima, ma l’assenza di tracce di sangue sulle suole delle sue scarpe e sul tappetino della sua auto e la descrizione di come lei appariva hanno portato i magistrati a ritenere che sia stato lui a ucciderla.

Per i giudici a quell’ora del mattino, circa le 9, la vittima non avrebbe mai aperto la porta a uno sconosciuto. Per non parlare dell’impronta della suola a pallini di una scarpa Frau taglia 42 lasciata dall’assassino, lo stesso numero di scarpe indossato da Stasi, e le due impronte riconducibili al suo anulare destro sul dispenser del sapone “utilizzato dall’aggressore per lavarsi le mani dopo il delitto”.

La bicicletta nera vista sulla scena del crimine

Per i magistrati che lo hanno condannato, un altro indizio della colpevolezza di Stasi sarebbe il fatto che lui non abbia mai menzionato la bicicletta nera trovata nell’officina del padre, che sempre secondo i giudici sarebbe stata compatibile con quella vista sulla scena del crimine la mattina del delitto da Maria Grazia Bermani, una testimone.

Infine Stasi ha fornito come alibi il fatto che alle 9.35 del 13 agosto 2007 accese il computer per mettersi al lavoro sulla sua tesi. Ma secondo le sentenze di condanna, questo fatto “non lo elimina dalla scena del crimine”, perché Chiara Poggi avrebbe disattivato l’allarme di casa alle 9.12 per fare entrare il suo assassino.

I 20 presunti indizi contro Andrea Sempio

La richiesta di rinvio a processo di Andrea Sempio, firmata dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone, insiste invece su una ventina di elementi tra cui soprattutto il Dna rintracciato sui margini delle unghie della vittima, che risulterebbe compatibile con la linea paterna della famiglia dell’ex commesso trentottenne. A portare a Sempio, sempre secondo la procura, sarebbe anche l’impronta palmare 33, trovata sulla parete delle scale che portano alla cantina della villetta, non molto lontano dal corpo senza vita di Chiara Poggi.

Lo stesso scontrino del parcheggio di Vigevano è ritenuto un alibi precostituito, mentre la traccia della suola a pallini sarebbe compatibile con il suo numero di scarpa, il 44. Per gli investigatori, Sempio avrebbe anche effettuato tre chiamate o contatti telefonici, il 4, il 7 e l’8 agosto 2007, al telefono fisso dei Poggi, non per cercare Marco, che sapeva essere in vacanza in Trentino, ma per verificare se la ventiseienne fosse in casa.

Le frasi pronunciate mentre era solo in macchina

La procura è giunta a interpretare alcune frasi di Sempio, intercettate mentre quest’ultimo si trovava da solo in macchina, come presunte confessioni o riferimenti a un video intimo di Chiara Poggi e Stasi, che sarebbe stato trovato sul computer della famiglia. Nella richiesta di rinvio a giudizio sono citati anche un foglio del trentottenne gettato nel cestino e gli appunti nei suoi diari con frasi che hanno fatto pensare a un rifiuto delle sue avance come presunto movente del delitto.

Infine ci sarebbe anche un malore dello stesso Sempio durante l’interrogatorio del 2008 non messo agli atti e i soldi prelevati da lui e dal padre per comprare, secondo l’accusa, l’archiviazione della precedente indagine avviata nei suoi confronti.

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