Marocco, Fatima Zahara Mansouri è la prima donna premier della storia del Paese

Una nomina destinata a segnare una svolta nella storia politica del Marocco. Re Mohammed VI ha affidato a Fatima Zahara Mansouri l'incarico di formare il nuovo governo, rendendola la prima donna a ricoprire la carica di primo ministro nel Regno.
Avvocata cinquantenne, già ministra dell'Urbanistica e sindaca di Marrakech, Mansouri arriva al vertice dell'esecutivo dopo il successo elettorale del Partito dell'Autenticità e della Modernità (Pam) nelle consultazioni parlamentari del 23 settembre. La nomina è stata ufficializzata dopo un colloquio al Palazzo Reale, nel quale il sovrano le ha conferito il mandato di formare la nuova squadra di governo. Figura di spicco della politica marocchina, Mansouri aveva già infranto diversi soffitti di cristallo. Nel 2009 era diventata la prima donna sindaca di Marrakech, città che ha poi guidato nuovamente dopo la rielezione del 2021. Nata a Ben Guerrir nel 1976, ha studiato tra Marocco, Francia e Stati Uniti e ha costruito la propria carriera tra professione forense e impegno politico.
Considerata vicina agli ambienti istituzionali e alla monarchia, è stata inserita da Forbes tra le giovani donne più influenti dell'Africa e nel corso degli anni ha assunto ruoli sempre più rilevanti all'interno del Pam, partito di cui è tra i fondatori. La sua nomina viene interpretata dagli osservatori come un forte segnale politico. Per diversi analisti rappresenta una scelta simbolicamente innovativa da parte di Mohammed VI, dopo altre nomine femminili di rilievo negli ultimi anni, come quella di Samira Sitaïl ad ambasciatrice del Marocco in Francia.
Il compito che attende la neo premier non sarà però semplice. Il Pam dispone di 97 seggi in Parlamento, insufficienti per governare da solo. Mansouri dovrà quindi negoziare una coalizione capace di garantire una maggioranza stabile e affrontare le principali sfide del Paese, dalla crescita economica alla partecipazione politica, in un contesto segnato da una forte astensione elettorale. Tra gli obiettivi strategici del nuovo esecutivo figura anche la preparazione ai Mondiali di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Spagna e Portogallo. Un appuntamento considerato cruciale per l'immagine internazionale del Regno e per lo sviluppo delle infrastrutture.
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