Pankaj Mishra: “Dopo Gaza il nostro mondo è diventato una giungla dove vince il più forte. Usa e Ue hanno tradito le promesse democratiche e liberali”
L’invasione di Gaza ha svelato lo scontro mondiale in corso tra le vecchie potenze “coloniali e suprematiste” intente a mantenere la propria leadership e il resto del mondo. La prospettiva? “Apocalittica”. Può essere riassunta così la lettura che Pankaj Mishra, saggista e intellettuale indiano noto per le se interpretazioni della storia globale dal punto di vista di chi ha vissuto il colonialismo, dà a Ilfattoquotidiano.it di questi tre anni di conflitto in Medio Oriente. Nel suo libro, Il Mondo dopo Gaza (Guanda), prevede le conseguenze dei massacri commessi da Israele nel futuro della civiltà globale. “Un libro – precisa – che non sarebbe stato scritto se non avessi letto Primo Levi, la stella polare di questo e di gran parte dei miei scritti”.
Signor Mishra, non posso che ripartire dal titolo del suo libro e aggiungere un punto di domanda. Che mondo ci lasciano i massacri a Gaza?
Quando ho scritto il libro c’erano molte cose che non erano ancora accadute. La seconda elezione di Trump e la disastrosa, spericolata guerra contro l’Iran, ad esempio. Molte norme e istituzioni non erano ancora state attaccate. Ma penso che, guardando indietro a questi tre anni, sia diventato chiaro che siamo entrati in una fase storica del tutto nuova, in cui le stesse persone che promettevano lo Stato di diritto, che parlavano di un ordine liberale internazionale, che parlavano di un regime di diritti umani e democrazia nel mondo ora sono impegnatissime a distruggere quelle stesse istituzioni e quelle stesse norme. Non ci aspettavamo certo che fossero la Russia o la Cina a parlare di ordine liberale internazionale o di diritti umani e democrazia. Loro fanno quello che fanno, ma sono l’Europa occidentale e gli Stati Uniti ad aver insistito su quei principi e su quei valori. E con la guerra a Gaza è diventato chiaro che non hanno più tempo nemmeno per la retorica. Per non parlare delle azioni. Non vogliono nemmeno più parlare di diritti umani. Non vogliono nemmeno più parlare dell’ordine liberale. Ci stanno semplicemente dicendo che siamo entrati in un mondo in cui la forza farà il diritto. In una giungla dove chi è forte farà prevalere la propria volontà su chi è debole. Per rispondere brevemente alla domanda, il mondo in cui viviamo ora è un mondo molto pericoloso.
Voglio riportarla indietro all’ultima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Quali sono le sue conclusioni dopo il vertice?
Penso che purtroppo le Nazioni Unite come istituzione siano state profondamente indebolite dalla nazione ospitante, gli Stati Uniti, che in particolare negli ultimi tre anni hanno imposto un veto dopo l’altro alle richieste di cessate il fuoco a Gaza. Gli Stati Uniti sono determinati, lo dicono apertamente, a minare le Nazioni Unite. Quindi, quale ruolo svolge più l’Onu? Le persone si riuniscono e parlano, fanno discorsi all’Assemblea Generale e la stampa copre quei discorsi. Ma è ancora un’istituzione in grado di promuovere la pace e la giustizia nel mondo? O è solo un posto dove persone provenienti da diverse parti del mondo vengono a fare discorsi oltraggiosi, come Netanyahu che attacca il sindaco di New York? La maggioranza dei delegati presenti è uscita dall’aula e lui li ha definiti codardi morali. Definisce il Regno Unito una Repubblica Islamica. Ha trascinato il livello del discorso nelle fogne dal podio dell’Assemblea Generale. Cosa ci aspettiamo più da istituzioni del genere? La mia opinione è che, quindi, in realtà non è cambiato nulla. Qualsiasi cosa accada alle Nazioni Unite non ha più importanza. È solo un luogo in cui le persone vomitano retorica estrema.
Ciò che ha caratterizzato l’ultima seduta è anche l’uso ricorrente delle minacce di guerra in un luogo creato per prevenire i conflitti. Come si torna indietro da questa escalation?
Ci sono alcune nazioni come Stati Uniti e Israele che sono intenzionate a fomentare il conflitto. Israele è un Paese impegnato in una guerra su molteplici fronti. Sta bombardando la Siria, sta bombardando il Libano, occasionalmente sta bombardando lo Yemen, minaccia di bombardare la Turchia. Minaccia di annettere sempre più territorio in Cisgiordania. Sta rendendo la vita miserabile a Gaza ed è sostenuto dal governo degli Stati Uniti che, mentre parliamo, potrebbe prepararsi per un altro round di ostilità con l’Iran. Questi Paesi perseguono obiettivi e traguardi distruttivi per la pace internazionale. Tutto questo ha un impatto sugli agricoltori nelle Filippine, in India, in Australia, ci sono carenze di diesel e i prezzi stanno salendo alle stelle. L’economia mondiale viene distrutta davanti ai nostri occhi. Ci troviamo in una situazione straordinaria in cui due Paesi alleati tengono il mondo in ostaggio, portando avanti una guerra che in sei mesi ha fatto arretrare le economie di tutto il mondo.
Nel suo libro lei evidenzia le responsabilità morali del cosiddetto Occidente e lo fa svelandone l’ipocrisia. La storia dice che questi Paesi hanno violato le leggi internazionali molte volte, ma con Gaza è la prima volta che accade senza che sentano il bisogno di giustificare le proprie azioni. Per invadere l’Iraq nel 2003 hanno dovuto inventarsi che Saddam Hussein disponeva di armi di distruzione di massa. Era falso, ma gli è servito per iniziare la guerra. Oggi, invece, hanno semplicemente mostrato che l’uso della forza prevale sul diritto internazionale, attaccando anche Onu e Corte penale internazionale. Quanto è pericoloso superare questa linea rossa?
La guerra in Iraq, come dice lei, è stata combattuta su false premesse, ma nessuno dei responsabili è stato punito. Quindi è diventato chiarissimo che nelle cosiddette democrazie liberali non si risponde di alcuna responsabilità, anche se si invade un Paese con un falso pretesto, si si cacciano milioni di persone dalle loro case, se si causa una catastrofe. Non dimentichiamo cosa è successo in Iraq e in tutta la regione dopo la guerra: l’ascesa dello Stato Islamico, dell’estremismo, uccisioni. Tutto questo è accaduto come conseguenza diretta dell’invasione dell’Iraq nel 2003 e non c’è stata alcuna assunzione di responsabilità per nessuno di questi enormi crimini. È diventato più facile per le persone compiere atti palesemente illegali rispetto al diritto internazionale perché hanno capito che possono farla franca. Più riesci a farla franca, più ti impegnerai in quegli atti criminali, è ovvio. L’altra conseguenza della guerra in Iraq è che la Cina è emersa come un importante antagonista degli Stati Uniti. Ha assunto la guida in tutti i settori cruciali: tecnologia, tecnologia verde, intelligenza artificiale, veicoli elettrici. In una serie di settori, il modello di capitalismo di Stato cinese unito all’economia di mercato le ha dato un vantaggio sugli Stati Uniti. Così Washington ha detto addio all’ordine liberale internazionale che aveva cercato di diffondere dopo la Seconda Guerra Mondiale. Adesso il pensiero è: siamo in una guerra esistenziale con la Cina e quindi non possiamo più limitarci. Quindi stringi alleanze con i nazionalisti indù in India, con governanti arabi negli Emirati, li metti insieme agli israeliani, crei nuove alleanze. Questo è il nuovo mondo per il quale gli Stati Uniti hanno iniziato a prepararsi ben prima di Gaza. Così, quando il Medio Oriente è esploso, la posizione è stata: dobbiamo sostenere Israele perché Israele è un Paese molto importante nella nostra più ampia alleanza contro la Cina. E a chi importa più del diritto internazionale?
Lei pensa che il cosiddetto Sud del Mondo, che oggi è più influente e ha una popolazione enorme, sia disposto ad aspettare che gli Stati Uniti e l’Europa siano pronti a instaurare una relazione più paritaria?
Chiediamoci cosa vedono questi Paesi quando guardano all’Europa occidentale e agli Stati Uniti. Vedono i suprematisti bianchi dell’estrema destra in marcia ovunque. Pensa che questo li incoraggi in qualche modo? Pensa che siano incoraggiati dalla retorica apertamente razzista dei politici europei di oggi o dalla retorica apertamente suprematista bianca di Pete Hegseth, Marco Rubio, Donald Trump? In queste figure vedono incarnazioni moderne dei suprematisti bianchi e degli imperialisti che governavano l’Asia, l’Africa e l’America Latina. Quindi temo che la reputazione di Usa e Ue sia stata completamente distrutta. E penso che prima la gente in Europa se ne renderà conto, meglio sarà, perché allora potranno effettivamente fare qualcosa offrendo un volto nuovo, non abbandonandosi al tipo di retorica estrema che si sente ora da leader come Meloni. Ma penso che ci vorrà molto tempo.
Sia adesso sia nel suo libro lei parla di neocolonialismo e supremazia bianca. Li ritrova anche nella posizione assunta dai cosiddetti Paesi occidentali riguardo al massacro di Gaza?
È difficile capire come questo regime di crescente illegalità cambierà. Israele ha iniziato a commettere questi orribili crimini di guerra, sapevano che avrebbero potuto sfuggire alle responsabilità solo creando ovunque situazioni in cui l’illegalità non venisse punita. Quindi ha sostenuto i movimenti di estrema destra che sono impegnati a scardinare le vecchie istituzioni e norme tanto quanto lo è Tel Aviv. Ha condotto una campagna contro le istituzioni legali che hanno il compito di far rispettare determinate norme e leggi, contro la Corte penale internazionale, contro la Corte Internazionale di Giustizia. Si screditano le organizzazioni umanitarie, per i diritti umani, trasformate in organizzazioni terroristiche antisemite. Stanno rendendo il resto del mondo, o stanno cercando di rendere il resto del mondo, illegale quanto loro stessi. Solo così eviteranno conseguenze. E ci stanno riuscendo.
Pensa che l’Europa e gli Stati Uniti siano pronti all’esame di coscienza che lei invoca nel suo libro?
Penso che sia molto improbabile. Penso che in queste circostanze dovremo aspettare molto tempo. Dovremo aspettare che questa ondata di estrema destra si ritiri, che l’estrema destra al governo fallisca e che le persone arrivino a una consapevolezza diversa.
Quindi, se l’Europa e gli Stati Uniti, come ha detto, non sono pronti per un cambiamento mentre il resto del mondo ormai lo pretende, quali saranno le conseguenze?
Penso che le conseguenze siano evidenti. Sicuramente la guerra e l’ulteriore distruzione dell’economia mondiale. Basta passare un paio di minuti a guardare alcuni video di Donald Trump che prende una decisione spericolata dopo l’altra per capirlo. Penso che dovremmo prepararci a situazioni apocalittiche, saremmo sciocchi a non farlo. Non dovremmo in alcun modo sottovalutare il mondo in cui ci troviamo, un mondo incredibilmente fragile.
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