Il riscatto delle italiane, è la Champions targata Como-Nico Paz
En plein italiano con quattro vittorie in Champions League che riscattano il turno terribile della settimana scorsa, chiuso con 4 sconfitte. Vincono tutte, dall'Inter al Napoli, dalla Roma al Como (non succedeva dal 2028), ma ancora una volta è la più piccola, la più inesperta delle quattro a mettersi maggiormente in luce, a rubare la scena grazie anche al talento di un numero 10 che in Argentina, sfidando il sacro, iniziano a paragonare a Lionel Messi.
Con il risultato, prima di tutto. Perché è il secondo successo dei ragazzi di Cesc Fabregas per 4-1 in tre gare europee, qualcosa di incredibile per una squadra che in Champions non aveva mai giocato nella sua storia, piena zeppa di esordienti assoluti nella competizione. E con lo spettacolo, di livello se possibile ancora superiore a quello già eccellente visto nella gara di esordio con il Lipsia. Contro il Manchester United, in crisi finché si vuole ma comunque pur sempre avversario di spessore, il Como ha fatto meraviglie, dall'inizio alla fine della partita.
E su tutti ha brillato più che mai la stella di Nico Paz, autore di una partita magnifica, corredata da due gol e un assist. Del giovane argentino adesso sta veramente cominciando a parlare tutto il mondo. E a 22 anni questo sembra davvero essere solo l'inizio di quello che potrà accadere nella sua carriera.
"Ci servirà la gara perfetta", aveva detto alla vigilia della partita parlando accanto a Cesc Fabregas, che se lo coccola come un figlio. E la perfezione Paz con il Manchester l'ha davvero sfiorata, dopo essere già stato il migliore in campo anche domenica nel ritorno alla vittoria in campionato contro la Fiorentina. "E' più di quello che ho sempre sognato, è una delle notti più belle della mia vita", diceva alla fine della partita con gli occhi lucidi, come quelli di tutta la sua famiglia in tribuna.
Compreso ovviamente Pablo Paz, suo papà. Che non è un papà qualsiasi, ma è il filo diretto di Nico con l'altra maglia che lo fa sognare, quella dell'Argentina. Una maglia che suo padre ha indossato persino in una partita dei Mondiali del 1998, da difensore. E con la quale Nico ha vissuto l'emozione di giocare di fianco al suo idolo assoluto, Leo Messi, segnando anche un gol nella partita d'addio della Pulce. Ed è a quella maglia, la numero 10 dell'Albiceleste, a cui Paz ora può puntare, pur avendo delle caratteristiche e una fisicità diversa da chi l'ha indossata sinora. Gli argentini hanno già imparato a conoscerlo, e ad apprezzare il fatto che lui, pur essendo nato in Spagna, alle Canarie, e cresciuto calcisticamente nel paese iberico, non abbia dubbi su quale sia la sua nazione. Nè su quale sia la squadra in cui vuole giocare e crescere oggi, il Como.
Preferito al Real Madrid con una saggezza e una maturità notevoli: a Como sapeva e sa di poter lavorare e migliorarsi con meno pressione e con Cesc Fabregas e i suoi metodi ha trovato la strada giusta per riuscirci. Quelli con il Manchester sono stati i suoi primi gol in Champions con la maglia del Como, ma la sua prima rete europea era arrivata con la maglia del Real Madrid, sempre in Champions, contro il Napoli, unica rete con i Blancos.
L'Italia era nel suo destino.
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