ESPNMan City cheated because the Premier League's rules gave them no other choiceThe Jerusalem PostCoke Zero or regular Coke: Which is better for your health?ESPN DeportesWNBA Finals 2026: Dream derrota a Valkyries en el Juego 2InquirerLacson hits Cayetanos over LLDA budget hearing questionsRTP Desporto12h30 Vicens já era e FC Porto tem tudo para ganharPunchReps ask FG to crack down on fake, adulterated food productsDaily MaverickTHE CONVERSATION: Feeling angry? Don’t blow off steam. Try these tips insteadPopular ScienceBat Beauty Contest returns October 24ZDF heuteAktuelle Pressemitteilungen des ZDFLa PresseEn cavale en Martinique | La Cour de cassation confirme l’extradition de Jean-François MaloCNN بالعربيةترامب محذرًا: ما يحدث في فرنسا قد يتكرر في أمريكا إذا فاز الديمقراطيونRFI 中文泽连斯基回应普京的俄中美峰会提议 鲁比奥:不存在旨在损害乌克兰的蓄意政治指令
The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, October 20, 2026

La paura corre nelle chat: “Vogliono incendiare le università e stuprare le ragazze”. Ma è psicosi da fake news

Translate

La paura corre nelle chat: “Vogliono incendiare le università e stuprare le ragazze”. Ma è psicosi da fake news

Icona dei commenti Commenti

Messaggi di pochissime battute – “Vogliono incendiare la Iulm e la Bocconi” -, inviati per la prima volta da un utente sconosciuto e rilanciate da centinaia di profili, che diffondono paura nelle chat degli studenti. Dopo le violenze e gli scontri di sabato a Milano, il timore di nuove devastazioni si è trasformato in un’ondata di allarmi che ha raggiunto con precisione capillare università, scuole e famiglie di diverse città italiane. Con un meccanismo ricorrente: segnalazioni difficili da verificare, inviti a fuggire in caso di incontri sospetti e richieste di inoltrare immediatamente i messaggi ad amici e parenti.

Gli screenshot condivisi su X mostrano conversazioni WhatsApp nelle quali si parla di presunti piani per incendiare gli atenei privati, aggredire sessualmente le studentesse e compiere altre violenze. “Vogliono incendiare università private, parlatene in segreteria per filtrare la gente che entra”, si legge in uno dei messaggi. In un altro compare la frase “uccidiamo i futuri rich“, i futuri ricchi. Contenuti che hanno spinto alcuni studenti a chiedere informazioni alle segreterie universitarie e altri a restare a casa per paura di essere coinvolti in eventuali disordini. Al momento, tuttavia, non è stata accertata l’attendibilità delle minacce né è chiaro chi abbia diffuso i messaggi.

L’allarme non riguarda soltanto Milano. A Pavia i carabinieri hanno intensificato i controlli alla stazione ferroviaria, all’autostazione e nei principali istituti scolastici, in linea con le direttive del prefetto Francesca De Carlini e con le strategie concordate nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alla centrale operativa sono arrivate numerose telefonate di genitori preoccupati per le chat che annunciavano possibili azioni violente in città. “Fortunatamente gli allarmi si sono dimostrati tutti infondati – sottolinea una nota dei carabinieri -; le pattuglie dell’Arma hanno perlustrato tutte le zone di maggior interesse, senza rilevare alcuna violenza o turbamento dell’ordine pubblico. I servizi continueranno anche nei prossimi giorni, ponendo massima attenzione alle fasce più giovani della popolazione”.

A Cremona, invece, l’effetto dei messaggi si è visto soprattutto nelle strade e nelle scuole. Nonostante il dispiegamento delle forze dell’ordine, con presidi davanti agli istituti, alla stazione e nel centro storico, la città si è svegliata con numerose assenze scolastiche e un centro insolitamente deserto. Le vetrine di alcuni negozi erano protette da pannelli di compensato. La paura era stata alimentata da appelli comparsi sui social che annunciavano una manifestazione violenta sul modello degli scontri milanesi, evento che non ha avuto luogo. La polizia sta esaminando le chat che hanno provocato il panico e prende corpo l’ipotesi che si tratti di messaggi falsi diffusi deliberatamente per generare allarme.

Situazione simile a Ravenna, dove negli istituti superiori si è registrata un’affluenza ridotta dopo la circolazione di messaggi che preannunciavano devastazioni e stupri. Diversi genitori hanno preferito tenere i figli a casa oppure accompagnarli in automobile, evitando i mezzi pubblici. Le forze dell’ordine hanno rafforzato la vigilanza davanti alle scuole: in particolare, davanti all’istituto Olivetti-Callegari è stato predisposto un punto di ordine pubblico.

In Veneto sui social e nelle chat di alcuni istituti superiori sono circolati messaggi che inviterebbero le studentesse a non recarsi a scuola per il rischio di aggressioni sessuali organizzate. ”Che si tratti di una minaccia concreta o di una provocazione, siamo davanti a un fatto di estrema gravità con ragazze terrorizzate e famiglie gettate nell’angoscia”, ha commentato il presidente della Regione Alberto Stefani.

C’è anche qualcuno che tenta di correre ai ripari e ridimensionare l’allarme: “Recentemente stanno girando delle immagini e delle notizie che parlano di violenza organizzata, di stupri e pestaggi di massa – premette un utente – Questa tecnica è una classica strategia di propaganda della destra, nota come fearmongering, che serve a creare un’atmosfera di paura nella popolazione. La tensione e la preoccupazione sono dei fattori che portano le persone a credere che ci sia un crescente bisogno di forze dell’ordine ad ogni angolo, desiderio della destra. Alcuni di questi messaggi sono già stati provati falsi, tra cui i nomi elencati delle persone da picchiare, e presto anche gli altri si riveleranno tali. Ciò non significa che non bisogna stare attenti, ma è necessario non lasciarsi prendere dal panico e non assecondare queste riprovevoli tecniche di manipolazione delle masse“.

A Milano, intanto, il tam tam digitale ha alimentato scenari sempre più estremi. Nelle chat sono circolati avvertimenti su presunti gruppi neofascisti pronti a setacciare zone del centro come Cadorna, Duomo, CityLife, Navigli e Brera per “cacciare gli stranieri“. Altri messaggi annunciavano controlli e profilazioni razziali sui mezzi pubblici, attribuendo ad autorità e istituzioni comunicazioni che sarebbero state elaborate con l’intelligenza artificiale. Università, banche e musei venivano indicati come possibili obiettivi. A rendere più credibili gli allarmi contribuivano racconti di presunte aggressioni, spesso riferiti da persone che dichiaravano di aver ricevuto informazioni da conoscenti, e video di violenze già avvenute nei giorni scorsi, riproposti come se documentassero fatti in corso.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.