Sareste contenti di salire in aereo e trovarvi accanto un cane di oltre 50 chili? Il video dell’influencer con il suo alano da assistenza diventa virale: “Come mai non posso accarezzarlo?”
Sareste contenti di salire in aereo e trovarvi accanto un cane di oltre 50 chili? Può succedere ai passeggeri che viaggiano sullo stesso volo di Piêtra Luccas, influencer brasiliana che porta con sé Charlie, un enorme alano da assistenza. La sua presenza non passa certo inosservata, ma a colpire è anche la naturalezza con cui si muove tra corridoi e sedili. I video di Charlie e Piêtra diventano spesso virali sui social. In uno dei più condivisi, l’alano sale a bordo di un volo United Airlines. Prima dell’imbarco, un assistente di volo spiega all’influencer di aver parlato con i passeggeri seduti vicino a loro e che questi hanno accettato di viaggiare accanto al cane. Per avere più spazio e non creare problemi agli altri, Piêtra ha raccontato di acquistare tre posti quando vola con Charlie.
L’alano indossa una pettorina che segnala il suo ruolo di cane da assistenza e invita i passeggeri a non accarezzarlo mentre sta lavorando. Charlie, dal canto suo, appare curioso e si avvicina alle persone, annusandole e attirando inevitabilmente l’attenzione. Va da sé che i pareri sull’opportunità di avere a bordo un cane di quelle dimensioni sono molto diversi. “Io presenterei sicuramente un reclamo alla compagnia aerea. È inaccettabile. La gente è impazzita! Come sarebbe a dire che il cane sta seduto accanto a me e io non posso accarezzarlo?”, ha scherzato un utente nei commenti al video.
C’è chi contesta la presenza in cabina di un cane così grande, chi solleva il tema delle allergie e chi mette in dubbio che Charlie sia davvero un cane di assistenza, accusando la proprietaria di cercare soprattutto visibilità. Altri utenti ricordano invece che, se l’animale è effettivamente addestrato e autorizzato dalla compagnia, il problema non si pone. Non manca poi chi lancia un allarme più generale: “La situazione dei ‘cani di assistenza’ è fuori controllo. I certificati si possono comprare online”, scrive qualcuno, chiedendo regole più chiare per distinguere gli animali effettivamente addestrati per assistere persone con disabilità da quelli presentati come tali senza averne i requisiti.
Negli Stati Uniti, però, le regole sono abbastanza precise. Il Dipartimento dei Trasporti definisce cane da assistenza un animale addestrato individualmente a svolgere compiti per una persona con disabilità. Non basta quindi un giubbotto o la semplice funzione di supporto emotivo. Le compagnie possono richiedere specifici moduli sullo stato di salute, il comportamento e l’addestramento dell’animale. Possono inoltre rifiutare l’imbarco se il cane è troppo grande o pesante per essere sistemato in sicurezza in cabina, rappresenta un rischio o crea disturbo.
La normativa americana vieta invece di escludere un cane da assistenza soltanto per la razza: la valutazione deve riguardare il singolo animale e il suo comportamento. A bordo, inoltre, non può bloccare il corridoio o le uscite di emergenza. Charlie, almeno nei video diventati virali, sembra affrontare il viaggio con una tranquillità decisamente superiore a quella di molti passeggeri.
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