The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, October 27, 2026

Contrasti di bianco e geometrie simboliche, riapre Sant'Ivo alla Sapienza

Translate

Contrasti cromatici del bianco, per giocare sugli effetti delle ombre e delle profondità degli stucchi, geometrie misteriose unite a un fascino ad un tempo grandioso e discreto di una delle perle del Barocco romano. Dopo un lungo prezioso restauro riapre al pubblico la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, l'opera del Borromini che si cela nel cortile dell'antico complesso universitario, ora sede dell'Archivio di Stato di Roma, ma che svetta sui tetti della città con quella sua lanterna sovrastata da quella cuspide a spirale che sembra un faro proteso nel cielo a richiamare fedeli e studiosi verso quel magico luogo.
    "Dopo molti anni di chiusura, Sant'Ivo torna a essere parte della nostra vita culturale, offrendo ai visitatori la possibilità di riscoprire una delle testimonianze più straordinarie del genio creativo italiano", si compiace il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che va subito al punto: "In questa chiesa Francesco Borromini ha rivoluzionato il linguaggio architettonico del suo tempo, trasformando il rigore della geometria in bellezza, la materia in movimento e la luce in un elemento essenziale dello spazio. Un'opera nella quale la razionalità matematica incontra la libertà dell'immaginazione e l'architettura diventa espressione di conoscenza".
    Non sono parole di diplomatica circostanza, ma il nodo del fascino di questo edificio. C'è il restauro "virtuosistico", come lo chiama la soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, che ha restituito agli interni della chiesa le sfumature più calde e più fredde del bianco così come aveva voluto Borromini per dare "ritmo e dinamica ad una delle sue architetture più emblematiche". Ma è soprattutto la pianta e la geometria della chiesa che conserva tracce, ed emblemi, di tre diversi papi ad affascinare. Perché a distanza di quasi 400 anni è infatti ancora sepolta sotto una fitta coltre di mistero la simbologia sottintesa a questa originale perla del Barocco romano.
    La pianta della chiesa, un esagono stellato, è il risultato di due triangoli contrapposti: le tre absidi ricadono sulle punte del triangolo rovesciato, mentre gli angoli convessi della pianta su quelle del triangolo di base. In questo modo l'esagono diventa uno spazio continuo. Ma sulla geometria di questa pianta ci sono diverse teorie. Secondo Paolo Portoghesi la pianta stellata sarebbe la trascrizione schematica dell'ape dei Barberini, stemma di uno tre papi, Urbano VIII, che hanno sovrinteso alla costruzione dell'opera. Secondo lo studioso John Beldon Scott, invece, la pianta nascerebbe da un esagono legato al linguaggio simbolico della Sapienza. Josehp Connors non concorda né con la teoria dell'ape Barberini né con la stella di Salomone: la pianta sarebbe un triangolo con absidi aggiunte e angoli sottratti, come in tanti altri modelli architettonici, tra i quali l'esaconco (sei absidi lungo la circonferenza) funerario della via Appia. Per Julia Smith Pinney l'origine della pianta sarebbe esagonale e il triangolo sarebbe stato enfatizzato solo dopo per problemi strutturali o per cambi di committenza. Infine per Laura Tedeschini Lalli il gruppo di simmetria della pianta è quello del triangolo equilatero e non dell'esagono.
    Artisticamente più coinvolgente è senz'altro la teoria dell'ape di Portoghesi, che è stata anche la prima, se pure molto contestata anche da chi ha usato le tavole dell'architetto, che diceva di essere nato "all'ombra di Sant'Ivo" e che a Borromini ha dedicato molti studi a partire dal 1953, come repertorio dei disegni. Le api, peraltro, compaiono ben visibili tra i tanti simboli della chiesa, ognuno dei quali ha una doppia lettura, religiosa e celebrativa. Oltre alle api compaiono anche dei soli che simboleggiano entrambi sapienza divina, oltre che essere emblema araldico dei Barberini. Le stelle a sei punte sono le stelle di re Salomone, che impersona la sapienza mentre i due triangoli equilateri rappresentano la Trinità. Ci sono le colombe con il ramoscello di pace che oltre al significato religioso sono l'emblema dei Pamphili (mentre la colomba nel cielo della lanterna rappresenta lo Spirito Santo, sempre portatore di sapienza). Sono inoltre raffigurati, negli stucchi della volta e sui torricelli della facciata, anche i monti, emblema dei Chigi.
    Proprio lì risiede anche la biblioteca Alessandrina, l'altra perla del complesso della Sapienza, un chiaro riferimento alla Biblioteca di Alessandria d'Egitto. 
   

View the original on ANSA →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.