Mangiare davanti al cellulare, troppo in fretta o senza avere fame: gli errori che facciamo a tavola. Daniel Lumera: “Prima del primo boccone fermarsi per un minuto”
Mangiare consapevolmente non significa soltanto prestare attenzione a ciò che mettiamo nel piatto. Vuol dire interrogarsi sul modo in cui produciamo il cibo, sul rapporto che abbiamo con la natura e con chi quel cibo lo coltiva, sui valori che orientano le nostre scelte e persino sul nostro atteggiamento interiore quando ci sediamo a tavola. È questa la prospettiva al centro del Global Conscious Food Systems Summit, il primo vertice internazionale dedicato ai sistemi alimentari consapevoli, che si è recentemente concluso in Bhutan con la partecipazione di rappresentanti di oltre 60 Paesi, delle Nazioni Unite, agricoltori, ricercatori, esponenti delle comunità indigene ed esperti di mindfulness e pratiche contemplative.
L’obiettivo non è sostituire la scienza con la spiritualità, ma aggiungere una dimensione che secondo gli organizzatori è stata finora trascurata: quella interiore. Il summit parte dalla convinzione che le grandi crisi che attraversano i sistemi alimentari – dalla fame alla malnutrizione, dalla perdita di biodiversità ai cambiamenti climatici, dal degrado dei suoli alla vulnerabilità delle comunità rurali – non possano essere affrontate soltanto con nuove tecnologie, investimenti e politiche agricole. Occorre modificare anche mentalità, valori e comportamenti, sia di chi produce sia di chi consuma.
E non è casuale che il summit si sia svolto proprio in Bhutan, il piccolo regno himalayano che da decenni propone un modo diverso di misurare il progresso. Accanto al Pil, il Bhutan ha infatti introdotto il concetto di Felicità interna lorda, un indice che considera il benessere della popolazione in una prospettiva più ampia, includendo salute, equilibrio psicologico, relazioni sociali, cultura, ambiente e qualità della vita. Per questo in Bhutan si parla di agricoltura rigenerativa, tutela della biodiversità, benessere degli agricoltori, conoscenze tradizionali e indigene, ma anche di meditazione, connessione con la natura e mindful eating.
Il traguardo dichiarato è trasformare il sistema alimentare da semplice meccanismo di produzione e consumo in uno strumento di salute, rigenerazione, giustizia e benessere per le persone, le comunità e il pianeta. Ma quanto può incidere davvero la dimensione della consapevolezza sulle nostre scelte alimentari e, più in generale, contribuire a cambiare anche il sistema nel quale viviamo? Ne parliamo con Daniel Lumera, biologo naturalista, autore, esperto di meditazione e benessere.
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