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Saturday, October 24, 2026

Elisa: “Ho quasi 50 anni e sto vivendo la perimenopausa, una fase molto particolare che ti rende anche più vulnerabile. Viviamo in una società molto dura con le donne, a tutte le età”

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Elisa: “Ho quasi 50 anni e sto vivendo la perimenopausa, una fase molto particolare che ti rende anche più vulnerabile. Viviamo in una società molto dura con le donne, a tutte le età”

Elisa Toffoli è sbarcata, ieri 23 ottobre, sul tappeto rosso della Festa del Cinema di Roma, dove ha presentato il documentario “Kintsugi… e sono la mia opera”. Un racconto di dolore, trasformazione e rinascita nato durante la lavorazione del suo nuovo album “Kintsugi”, in arrivo il 27 novembre.

“Io ho quasi 50 anni e sto vivendo la perimenopausa, una fase molto particolare che ti rende anche più vulnerabile. – ha spiegato – Quello che ho imparato finora è che l’evoluzione passa attraverso la naturalezza. Viviamo in una società molto dura con le donne, a tutte le età. Fin da giovani ci viene chiesto di essere perfette, performanti, belle, impeccabili. Standard che non sono né naturali né reali. Ho una figlia di 17 anni e vedo da vicino quanto questa pressione colpisca anche le generazioni più giovani”.

E ancora: “L’antidoto? Sicuramente la condivisione. Oggi, per una donna, essere anticonformista significa andare contro questa società. La sorellanza, non la competizione. Aprirsi le une alle altre con onestà, semplicità e naturalezza. Ci è stato tolto il tempo per stare insieme: siamo tutti di corsa, frenetici, sempre in superficie e mai abbastanza in profondità. Ed è qualcosa che crea un disagio profondo”.

L’artista ha ricordato il passato: “Penso alle donne di una volta, alle mamme, alle nonne, alle zie, ai cortili dove ci si ritrovava a parlare, a sbucciare i fagioli, a lavorare a maglia. Erano momenti di convivialità e di scambio tra generazioni che oggi quasi non esistono più. Eppure erano fondamentali: magari una frase della nonna ti tornava in mente mesi dopo, proprio quando ne avevi bisogno”.

La società di oggi, osservato Elisa, “ci offre sempre meno occasioni per vivere queste esperienze di comunità. Per questo dobbiamo ricercarle consapevolmente, anche in modo ribelle e curioso. Dobbiamo inseguire ciò che ci riaccende e ci fa stare bene. Oggi le risposte ce le dà più l’anima che il rispetto di regole spesso assurde e incapaci di farci stare bene”.

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