Il gioielliere che sparò ai rapinatori, due condannati per droga: le grazie concesse da Mattarella
Un gioielliere che sparò a tre rapinatori, uccidendone due, e altre due persone condannate per droga, le cui identità non sono state rivelate per motivi di privacy. Sono questi i tre detenuti a cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso la grazia. La decisione è arrivata dopo l’istruttoria del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che aveva espresso parere favorevole, e può diventare un precedente importante, almeno da un punto di vista politico, per Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo nell’aprile 2021. Al momento, infatti, Roggero attende nel carcere di Bollate una risposta alla domanda di grazia inviata al Quirinale.
Il caso di Guido Gianni, il gioielliere graziato da Mattarella, è infatti molto simile a quello di Roggero. Con una differenza sostanziale: Gianni ha già trascorso in carcere cinque anni e tre mesi, per via della condanna per duplice omicidio e tentato omicidio che gli è stata comminata dopo una rapina nel 2008. Alla luce di questa considerazione e del parere favorevole del magistrato di sorveglianza, il 66enne è stato dunque graziato parzialmente. Il Capo dello Stato ha estinto tre anni e due mesi di reclusione dalla pena complessiva, che era di 12 anni e quattro mesi. A Gianni resta così da scontare una pena inferiore ai quattro anni, per la quale il Tribunale di sorveglianza potrà valutare l’affidamento in prova al servizio sociale.
Una vicenda, quella del gioielliere 66enne, accompagnata negli anni da appelli, da una petizione della moglie e, come nel caso Roggero, dal sostegno della Lega. Torinese d’origine ma catanese d’adozione, quella del 2008 è stata la seconda rapina ai danni di Gianni. La prima, nove anni prima, era stata sventata sparando in aria. Nella seconda, invece, i banditi aggredirono la moglie e la minacciarono con un’arma, poi risultata a salve. L’orafo sparò: due rapinatori di 21 anni morirono e un terzo rimase ferito. “Ho difeso mia moglie e la mia famiglia, non volevo uccidere”, spiegò agli investigatori. Per i giudici, però, i colpi mortali partirono quando i rapinatori erano ormai in fuga: nessuna legittima difesa e nel 2022 per Gianni si aprirono le porte del carcere. La moglie Maria Angela Distefano lanciò una petizione, a cui aderì l’eurodeputata leghista Susanna Ceccardi. E il sostegno del Carroccio fu ribadito anche dal leader Matteo Salvini, che andò a trovare Gianni all’Ucciardone di Palermo.
Gli altri destinatari del decreto di clemenza individuale sono A.A., nato nel 1972, condannato a sette anni di reclusione per delitti in materia di stupefacenti e altro. E G.B., nato nel 1981 e condannato a dieci anni di reclusione per delitti dello stesso tipo. A.A. avrebbe dovuto scontare altri cinque anni e cinque mesi, ma Mattarella ha tenuto conto dei pareri favorevoli di entrambe le Autorità giudiziarie competenti e delle gravissime e irreversibili condizioni di salute del condannato.
Anche nel caso di G.B. il Presidente ha concesso la grazia parziale, estinguendo un anno e nove mesi della pena. Per il magistrato di sorveglianza, il condannato aveva già iniziato e consolidato un percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiare. Nel concedere la grazia, Mattarella ha tenuto conto anche delle condizioni di salute della figlia minore. Come per il gioielliere, la pena residua inferiore ai quattro anni consente di applicare eventualmente la misura alternativa dell’affidamento in prova.
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