Barachini (FI) sul caso Vannacci-Siracusano: "No all'IA in campagna elettorale"
"Dopo il gravissimo episodio della pubblicazione di una foto del sottosegretario Siracusano modificata con l'IA da parte del generale Vannacci per screditare l'immagine dell'esponente di governo, lancio un appello alle forze di maggioranza e opposizione a non usare volti e voci modificati dall'intelligenza artificiale in campagna elettorale come farà il nostro partito". Lo dichiara in qualità di responsabile della Comunicazione di Forza Italia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria Alberto Barachini. "Utilizzare la mistificazione di contenuti rivolti agli elettori - dice Barachini - significa tradire i cittadini. Il compito della politica è, viceversa, rafforzare il legame democratico e la partecipazione alla vita pubblica consolidando il rapporto di fiducia tra l'elettore e i suoi rappresentanti. Il mio appello - sottolinea Barachini - segue la via italiana tracciata da questo governo sull'intelligenza artificiale, introducendo il reato del deepfake".
"Utilizzare il corpo di una donna per fare campagna elettorale è inaccettabile. Il confronto politico si dovrebbe misurare dalle risorse apportate sul territorio. Mi pare che io abbia contribuito parecchio, a differenza di Vannacci". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, la sottosegretaria Matilde Siracusano.
Cosa gli direbbe? "Che ha commesso un reato - aggiunge riferendosi a Vannacci -, perché la foto originale è stata prelevata dal mio profilo personale sul web e modificata. E poi, il fatto che un ex generale, che tanto parla di onore e valori, si trovi costretto a modificare la foto di una donna con un software la dice lunga sulla persona che è. Trovo anche questa fissazione per le donne un po' eccessiva, cosa vuole dimostrare Vannacci? Si era già esposto con le gonne, dicendo che preferiva le donne senza, cos'altro vuole aggiungere?".
"Un chiaro intento sessista e denigratorio - prosegue Siracusano -. Mai mi sono candidata e mai mi candiderò a Reggio Calabria quindi questo attacco non ha ragion d'essere. È stato solo un attacco che prende di mira una donna, compagna di un avversario politico, nonostante la mia militanza risalga a molto tempo prima. Evidentemente hanno cercato di utilizzare questa campagna denigratoria per agire politicamente, non hanno altri mezzi. Un meccanismo squallido e perverso".
"Deve passare l'idea che vittima di questo attacco non sono io - afferma ancora -, ma qualunque donna con le spalle meno larghe delle mie, per questo credo che farò querela: operazioni di questo genere non devono passare sotto silenzio. Un politico che si propone come leader nazionale e pubblica queste cose, direi che si qualifica da solo".
Agirà legalmente? "Confermo, anche dopo le ultime polemiche sulle gonne basta giocare col corpo delle donne" conclude la sottosegretaria Siracusano.
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