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Monday, October 19, 2026

Allarme crematori in Giappone, entro il 2040 rischio carenza in 9 città su 20

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 Almeno nove delle venti città giapponesi designate dal governo rischiano di non avere crematori sufficienti intorno al 2040, quando l'invecchiamento della generazione del baby-boom farà salire i decessi al massimo storico. Lo rivela un'indagine del quotidiano Yomiuri Shimbun, secondo cui la domanda in crescita grava già sui conti dei comuni, in difficoltà nel finanziare l'ammodernamento di impianti datati.
    In base alla legge su cimiteri e sepolture in Giappone, i gestori devono ottenere l'autorizzazione delle autorità prefettizie o municipali e, per una direttiva dell'ex ministero della Salute, operare senza scopo di lucro. A fine anno fiscale 2025 gli impianti pubblici erano 1.316, circa il 97% dei 1.350 crematori del Paese, gestiti singolarmente o in forma associata dai comuni. Interpellate sulla possibilità di superare la capacità annua, Yokohama e Hiroshima hanno risposto che la soglia è già stata oltrepassata. Cinque città prevedono carenze negli anni '30: Saitama intorno al 2030, Chiba nel 2033, Sakai nel 2035, Sagamihara tra il 2035 e il 2036 e Kawasaki nel 2036.
    A Chiba, a est di Tokyo, nei mesi invernali le famiglie attendono già da sette a dieci giorni. Tutte le città, a eccezione di Okayama, hanno in programma nuove costruzioni, ristrutturazioni o ampliamenti. Il nodo dei costi ha spinto l'associazione dei sindaci delle città designate a chiedere, a dicembre e per la prima volta, un sostegno finanziario allo Stato. Le stime demografiche, intanto, appaiono già superate: nel 2023 l'istituto nazionale di ricerca demografica prevedeva un picco di circa 1,65 milioni di morti nel 2040, ma i dati del 2025 sono superiori di circa 70mila unità alle proiezioni.
    Anche Tokyo potrebbe fare i conti con una carenza attorno al 2040. Nei 23 comuni il mercato è dominato da poche società private e le tariffe sono aumentate sensibilmente; governo metropolitano e amministrazioni locali stanno valutando misure urgenti. Dietro i numeri si profila una sfida che interroga l'intera società giapponese: come garantire, in un Paese che invecchia più in fretta di ogni altro, un ultimo saluto dignitoso a una generazione che ha ricostruito il Giappone del dopoguerra. Il tempo per rispondere, avverte l'indagine, si va riducendo. 
   

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