Gli Houthi attaccano l’aeroporto di Ryad e una raffineria Aramco. Pakistan e Turchia invieranno forze militari in Arabia Saudita
L’offensiva delle forze governative yemenite sostenute dall’Arabia Saudita per frenare l’avanzata degli Houthi sul Mar Rosso e sullo stretto di Bab el-Mandeb ha provocato la risposta delle milizie sciite, che ieri hanno intensificato gli attacchi contro Riyad. I ribelli filoiraniani hanno annunciato di aver colpito l’aeroporto internazionale di Riyad, una raffineria del colosso Aramco e diversi siti nel sud del regno saudita. Gli attacchi, condotti in particolare mediante droni, missili balistici e missili da crociera, “hanno preso di mira l’aeroporto internazionale di Riyad”, ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, aggiungendo che è stata colpita anche “la raffineria di Aramco a Rabigh”, oltre a siti militari e aeroporti nel sud del Paese.
Poche ore dopo, l’Arabia Saudita ha ammesso che due dei suoi aeroporti sono stati attaccati, causando tre feriti lievi. L’Autorità generale dell’aviazione civile saudita, citata da Al Jazeera, ha precisato che sono stati presi di mira l’aeroporto internazionale King Abdullah bin Abdulaziz di Jazan e quello internazionale di Najran, nel sud del Paese. “Le squadre specializzate sono intervenute subito dopo gli attacchi”, ha riferito l’autorità. “Gli attacchi hanno provocato tre feriti di diversa gravità e danni materiali”, si legge nella nota, secondo cui le persone coinvolte sono state trasportate in ospedale per ricevere le cure necessarie. L’Autorità per l’aviazione civile ha aggiunto che sono ancora in corso le valutazioni dei danni e che sono state adottate tutte le misure necessarie “per garantire la sicurezza dei passeggeri e del personale aeroportuale e preservare la sicurezza del sistema dell’aviazione civile del Regno”.
Intanto le forze del governo yemenita hanno assicurato di aver “messo in sicurezza” lo stretto di Bab al-Mandab, all’estremità meridionale del Mar Rosso, e di aver conquistato la città di Mokha, sul Mar Rosso, con l’aiuto di attacchi aerei sauditi. Tuttavia, fonti governative e militari yemenite anonime hanno successivamente dichiarato alle agenzie di stampa Reuters e Afp che le forze avevano raggiunto solo la periferia della città.
Abbandonata da Trump che ha preferito non intervenire direttamente contro le milizie di Ansar Allah, e costretta a gestire le minacce iraniane e yemenite, ieri la monarchia saudita ha attivato l’accordo di difesa congiunta, il cosiddetto Patto della Mecca stipulato il 7 agosto, con Pakistan e Turchia. I tre paesi hanno concordato di attuare immediatamente gli impegni di difesa collettiva previsti dall’Alleanza, compreso il dispiegamento delle forze militari nel Regno.
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