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Sunday, September 13, 2026

Dalla sneaker alla zeppa, perché il comfort è diventato il vero trend delle scarpe. Elvio Silvagni: “Il ceto medio è in crisi ed è destinato a rimanerci, si compra solo con i saldi”

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Mentre i riflettori si preparano a illuminare le passerelle dell’imminente Fashion Week milanese, il vero polso dell’economia reale batte tra i padiglioni del Micam, il più grande salone internazionale della calzatura. Qui, lontano dalle irraggiungibili suggestioni dell’alta moda, i numeri delineano uno scenario severo: nel primo semestre del 2026 i settori “core” del comparto (tessile, abbigliamento, pelle e calzature) hanno registrato un calo del fatturato dell’1,3%, con le vendite al dettaglio di scarpe in flessione dell’1% e un export frenato al -2,3%. A pesare sulle vendite è un mix di tensioni geopolitiche internazionali, rincari energetici legati alla chiusura dello stretto di Hormuz e una persistente debolezza del mercato interno.

In un contesto macroeconomico in cui le previsioni per l’intero 2026 indicano un calo del fatturato tra l’1,5% e il 2%, la risposta industriale richiede pragmatismo. Se il potere d’acquisto si riduce, la calzatura smette di essere un puro vezzo estetico e deve tornare a essere un investimento funzionale, durevole e versatile. È su questa fusione tra estetica contemporanea e comodità reale che si muove storicamente Valleverde, marchio che ha fatto del comfort la propria firma e che oggi rilegge i trend per la Primavera/Estate 2027.

L’analisi di Elvio Silvagni: materie prime, dazi e la difesa del mercato europeo

A interpretare le turbolenze del settore con la lente dell’industriale è Elvio Silvagni, presidente del gruppo Silver1, che dal 2015 ha acquisito e riportato in attivo i marchi Valleverde e Goldstar. La sua è un’analisi squisitamente economica, focalizzata sulle sfide strutturali della manifattura italiana. “Il potere d’acquisto ridotto ha generato un circolo vizioso”, constata l’imprenditore romagnolo. “Il ceto medio è in crisi ed è destinato a rimanerci, innescando una corsa al risparmio. I negozianti al dettaglio vogliono comprare scarpe che costano sempre di meno per venire incontro alle esigenze dei clienti, e le vendite si concentrano nel periodo dei saldi”.

La vera minaccia per il settore manifatturiero, tuttavia, arriva dalle asimmetrie commerciali internazionali: “L’Italia sarà sempre meno competitiva sui mercati e avremo un’invasione dei prodotti dall’Estremo Oriente. I dazi servirebbero parecchio laddove non c’è reciprocità. Faccio un esempio: la Cina produce dieci miliardi di paia di scarpe e noi poche centinaia di milioni. È ovvio che questi prodotti ci invadano. Quindi in questo caso sarebbe corretto imporre dazi molto più alti, soprattutto ai suoi satelliti che ne sono esenti”. Per tutelare l’industria continentale, Silvagni invoca un cambio di paradigma istituzionale, prettamente orientato alla salvaguardia economica e commerciale: “L’Europa si potrà salvare solo se viene rifondata in senso federale, con un unico governo eletto dal popolo. Per essere realmente autonoma nel commercio e nella difesa, non deve aspettare ma ambire a diventare la quarta superpotenza”.

L’estetica funzionale al servizio della quotidianità

Le risposte alle incertezze del mercato prendono forma nei modelli presentati al Micam. La collezione Primavera/Estate 2027 di Valleverde si basa su un assunto preciso: il comfort è la componente essenziale dello stile contemporaneo. Per la linea Donna, il brand propone una femminilità “easy-chic“: i sandali e i modelli con zeppa trasformano il volume della suola in un elemento tanto estetico quanto ammortizzante. Le tonalità naturali (cuoio, panna, beige, taupe) garantiscono la massima versatilità negli abbinamenti, mentre l’inserimento di sneaker urbane dal design pulito punta a sdoganare la scarpa sportiva anche nei contesti metropolitani e lavorativi. La linea Uomo invece abbraccia invece il “casual contemporaneo”, impiegando materiali leggeri declinati su palette classiche. Modelli stringati e sneaker dalle linee morbide sono stati progettati per accompagnare il consumatore lungo l’intera giornata, eliminando la necessità di continui cambi di calzatura. A supporto, una linea coordinata di accessori, borse e piccola pelletteria studiata per completare il total look in coerenza con le calzature.

I numeri di un rilancio (e la battaglia vinta contro Birkenstock)

Le scelte pragmatiche sul prodotto si riflettono sulla solidità dei bilanci. Fondata nel 1970 e divenuta un fenomeno di massa negli anni Ottanta e Novanta (grazie all’invenzione del soffice plantare anatomico e a campagne pubblicitarie epocali con testimonial come Raffaella Carrà, Kevin Costner e Pelè), l’azienda ha vissuto una vera rinascita a partire dal 2015, anno dell’acquisizione da parte del gruppo Silver1 di Elvio Silvagni.

Oggi, a dieci anni da quel passaggio di proprietà, i numeri certificano il consolidamento della leadership nel settore della “moda comoda“. Nel 2025, Valleverde ha registrato un fatturato stabile di 30 milioni di euro, segnando contestualmente un aumento dell’8% delle paia vendute, distribuite attraverso una rete capillare di oltre 1.300 punti vendita. Una solidità che permette al gruppo di Silvagni di non arretrare nemmeno di fronte ai colossi globali. È il caso della recente e complessa battaglia legale che ha visto la “piccola” Goldstar (altro marchio di casa Silver1) prevalere contro il colosso tedesco Birkenstock sul diritto di utilizzo dell’iconica suola a curve intrecciate. “Ci sono multinazionali che tentano di spaventare i produttori più piccoli. Nel 90% dei casi in cui si prefigura uno scontro il piccolo cede”, chiosa Silvagni rivendicando la vittoria in tribunale. “La piccola Goldstar ha preferito difendersi e ha vinto la battaglia. Nel 1979, quando fondammo la nostra prima azienda della famiglia Silvagni, Birkenstock non era di certo un gigante”.

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