Ilva, tende degli operai davanti alla Prefettura di Genova: “Senza risposte dormiamo qui, la nostra situazione diversa da Taranto”
Dopo il corteo partito da Cornigliano, i lavoratori dell’ex Ilva hanno montato le tende davanti alla Prefettura di Genova e annunciano un presidio a oltranza. “Se non succede qualcosa di importante dormiremo qua”, dice Armando Palombo, delegato Fiom Cgil, mentre sono in corso contatti tra i sindacati nazionali e il governo. La richiesta resta quella di bloccare il fermo degli stabilimenti del Nord annunciato da Acciaierie d’Italia entro il 15 novembre e acquistare sul mercato i rotoli di acciaio necessari a mantenerli in produzione.
Per Palombo, la situazione di Genova e degli altri siti a valle non può essere assimilata a quella di Taranto, colpita dal provvedimento giudiziario sull’area a caldo. “Sono due situazioni diverse. Non è che perché si ferma uno dobbiamo fermare tutto”. Secondo il portavoce dei lavoratori dello stabilimento genovese, il rischio riguarda circa 2.000 lavoratori degli stabilimenti del Nord che potrebbero finire in cassa integrazione pur potendo continuare a produrre.
E più passa il tempo, avverte, più diventa difficile ripartire: “Se non garantisci zincato, latta e gli altri prodotti, alla lunga i clienti li perdi”. Da qui la richiesta a Palazzo Chigi di trovare risorse e forniture in tempi rapidi: “Ci hanno detto che si può fare. Se si lavorava prima era meglio”. Il presidio resta davanti alla Prefettura in attesa di un segnale da Roma. Senza aperture, la mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni.
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