Eventi meteo estremi in crescita, nel 2025 danni per 11,9 miliardi. Conto salato per le aree costiere

Gli eventi meteo estremi crescono, e anche i danni su comunità e cittadini si fanno sentire. Dal Nord al Sud, passando per le isole, si fanno i conti con gli effetti della siccità, delle esondazioni e allagamenti. Anche perché il ricordo del ciclone Harry, che ha investito Sardegna, Sicilia e Calabria, con danni per oltre 2 miliardi di euro, è ancora vivo. Non è certo un caso che lo stato di allarme grave per maltempo (declassato solo dodici ore dopo a criticità) dichiarato dalla Regione Sardegna e Protezione Civile abbia tenuto con il fiato sospeso i sindaci di 83 Comuni per quasi 24 ore.
Un fenomeno in crescita
Che il fenomeno sia in crescita lo sottolinea l’Osservatorio Città Clima di Legambiente che nei suoi rapporti mette in evidenza quanto «la crisi climatica stia accelerando il passo anche in Italia» causando danni, rendendo il territorio più fragile, e mettendo in pericolo anche la vita delle persone».
Conteggio in corso
«Il conteggio dei danni è in aumento, perché sono in crescita gli eventi - sottolinea Andrea Minutolo, coordinatore scientifico dell’Osservatorio -. Per quest’anno è ancora difficile avere una stima precisa, perché non ci sono ancora studi consolidati di danni avvenuti».
Le cifre
Dall’associazione ambientalista arrivano i dati relativi al 2025, quando sono stati registrati 376 gli eventi meteo estremi, +5,9% rispetto al 2024. Allagamenti, danni da vento ed esondazioni fluviali quelli più frequenti. «La Penisola - aggiungono dall’associazione ambientalista - che il 5 dicembre sarà in piazza per questi argomenti - paga lo scotto di azioni di adattamento sporadiche e non coordinate, prive di multi settorialità e di un approccio multilivello. Ciò avviene in un contesto in cui i danni subiti nel Paese da ondate di calore, siccità e alluvioni nel 2025, secondo un recente studio dell’Università di Mannheim, ammontano a 11,9 miliardi di euro e in futuro, con una proiezione al 2029, saliranno a 34,2 miliardi di euro».
Tra siccità e alluvioni
Tutto è legato all’acqua: siccità in estate e piogge torrenziali in poche ore o giorni. «Quando in un lasso di tempo molto breve arriva l’acqua di sei mesi - aggiunge Minutolo - è chiaro che ci sono dei danni. Che variano a seconda delle zone. Per esempio a Roma sono gli allagamenti in città, le metropolitane vengono chiuse».
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