“Sembrava un film, non il mare di Livorno”: lo squalo mako “più pazzo” del Mediterraneo spunta a un miglio dalla costa. Il pescatore combatte 50 minuti con “una macchina da guerra”
Cinquanta minuti di lotta a mani nude contro la corrente, la canna e un avversario di quasi due metri e mezzo che sfrecciava più veloce di un traghetto. Non siamo al largo, in mare aperto, ma a un solo miglio dalle Secche della Meloria, a quattro dalla costa livornese. Protagonista dell’incontro ravvicinato è Marco Volpi, pescatore sportivo pluripremiato a livello mondiale (34 titoli all’attivo), soprannominato per le sue doti con la canna il “Maradona” della disciplina. Lo riporta il Tirreno.
L’esemplare in questione è uno squalo mako femmina, stimato tra i 2,30 e i 2,50 metri per un peso attorno ai 110-120 chili, che ha abboccato a un tonno vivo usato come richiamo durante una battuta di pesca alle ricciole. Volpi non ha dubbi sulla natura dell’animale appena percepita la prima strattonata di lenza, e da lì è iniziato un corpo a corpo fatto di frizione e pazienza per avvicinarlo all’imbarcazione.
Lo spettacolo, ammette il pescatore, è stato di quelli che si vedono raramente: tre balzi fuori dall’acqua, con l’animale che emergeva per due metri e mezzo abbondanti a poche decine di metri dalla barca. Un predatore che in velocità di crociera tocca i 27 nodi e che nei momenti di scatto può arrivare a 40, doti che lo rendono uno dei più rapidi abitanti del mare.
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