Consiglio europeo, Meloni in pressing per flessibilità. Scontro su energia

Secondo giorno di summit a Bruxelles, con al centro le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Ieri tensione tra i 27 sugli Ets: l'accordo è arrivato durante la notte, dopo ore di stallo. La premier chiede più flessibilità fiscale per il caro-energia, von der Leyen frena
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È arrivato nella notte, dopo una giornata di stallo, l'accordo sugli Ets. "Il Consiglio europeo invita la Commissione Ue ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell'Ets2, in particolare per quanto riguarda la sua struttura e le sue misure di salvaguardia", si legge nel testo delle conclusioni del vertice, adottate dopo un lungo scontro tra i 27. Il testo "ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e di mitigarne l'impatto sui prezzi dell'energia elettrica, preservando al contempo il ruolo essenziale dell'Ets". Oggi seconda e ultima giornata del summit. Sul tavolo la guerra in Ucraina, con la partecipazione di Zelensky, e quella in Medio Oriente.
Tensione sugli Ets
Forti tensioni dunque per raggiungere una quadra sul mercato di scambio di emissioni di Co2. La questione è più ampia degli Ets in sé: in bilico c’è il concetto di strategia energetica in senso lato, tra chi non vuole arretrare dalla transizione Green e la spinta di chi, come Giorgia Meloni, chiede un freno, o comunque delle eccezioni, alle politiche europee sulle rinnovabili. Lo stallo è durato praticamente tutto il giorno, ieri, lasciando aperto il testo delle conclusioni. L'accordo è poi arrivato nella notte. Il testo "ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e di mitigarne l'impatto sui prezzi dell'energia elettrica, preservando al contempo il ruolo essenziale dell'Ets".
Caro energia e flessibilità fiscale
Centrale anche il tema della flessibilità fiscale. Meloni, come previsto, ha posto il tema, chiedendo di considerare il caro prezzi come fattore esterno determinante, sia pur entro le regole fiscali. Ad appoggiarla in maniera aperta c'è stata solo la Grecia. La presidente della commissione Ursula von der Leyen è invece tornata a sottolineare la necessità della cautela sui conti pubblici, spiegando che l'unica misura "nel brevissimo periodo" può essere soltanto la proroga del regime degli aiuti di Stato per la crisi energetica.
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