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Saturday, September 19, 2026

Gran Paradiso, i ghiacciai si sciolgono: sotto i 3.500 metri spariranno in vent'anni

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Salendo lungo i tornanti verso il Colle del Nivolet, a circa 2.600 metri di quota sul versante piemontese del Gran Paradiso, il paesaggio d'alta quota rivela una metamorfosi drammatica. Per comprendere la portata dei cambiamenti in atto serve lo sguardo esperto del climatologo Luca Mercalli, che frequenta e studia queste montagne dall'inizio degli anni Novanta. All'epoca, già all'inizio di settembre la neve ricopriva stabilmente le cime e il ghiacciaio Basei era chiaramente visibile. Oggi, invece, per scorgerne i frammenti superstiti è necessario far volare un drone: la conca dove prima scorreva il corpo glaciale ha lasciato il posto a una morena arida, ridotta a un desolato campo di pietre.

Un secolo di arretramento e il collasso del Carro Occidentale

La ritirata del Basei rispecchia il trend dell'intero arco montuoso: nell'ultimo secolo i ghiacciai alpini hanno perso complessivamente l'80% della loro superficie. Più in alto, il ghiacciaio del Carro Occidentale conserva ancora una veste biancheggiante, ma il ritmo di fusione ha subito un'impennata allarmante. Se negli ultimi vent'anni la riduzione media registrata si attestava intorno a un metro e mezzo all'anno, le stime attuali indicano che nell'ultima stagione le perdite sono addirittura raddoppiate rispetto ai già pesanti valori storici.

Laghi in secca e crisi idrica a valle

L'acqua di fusione precipita dalle vette alimentando rapide cascate, ma la progressiva scomparsa delle riserve perenni si traduce in un'acuta sofferenza idrica per i fondovalle. Un chiaro indicatore della crisi è il livello idrico insolitamente basso del laghetto dell'Agnel. Sul bacino pesano la quasi totale assenza di precipitazioni estive e lo scioglimento anticipato del manto nevoso, avvenuto già al termine della primavera sotto l'azione delle temperature eccezionalmente elevate.

La soglia limite sale a quattromila metri

Lo scenario futuro tracciato dagli esperti non lascia spazio a illusioni. Al di sotto dei 3.500 metri di altitudine, entro i prossimi vent'anni la totalità della massa glaciale presente sul massiccio è destinata a scomparire completamente. Su un orizzonte temporale più lungo, la quota limite necessaria alla sopravvivenza del ghiaccio si sposterà progressivamente verso l'alto, attestandosi intorno ai 4.000 metri.

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