Botte agli stranieri, le ronde di Rozzano finiscono in Procura con l’aggravante dell’odio razziale
Percosse aggravate dall’odio razziale. Questo il reato ipotizzato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Milano nell’informativa inviata in Procura sugli episodi di violenza, botte e ‘ronde’ organizzate da cittadini tra mercoledì e giovedì a Rozzano, nell’hinterland della città, come forma di giustizia privata contro i fenomeni di microcriminalità e degrado nei quartieri e per chiedere maggiore sicurezza nell’unica cittadina del Nord inserita nel decreto Caivano.
Spedizioni serali iniziate nei giorni scorsi con il pestaggio di un 24enne marocchino che sarebbe stato ritenuto il responsabile di un’aggressione avvenuta poco prima nei confronti di una donna e proseguite nei giorni successivi – nonostante gli interventi che invitavano alla calma del sindaco di Rozzano, Mattia Ferretti, dell’assessore Domenico Anselmo e dei comandanti della Tenenza locale dei carabinieri e della polizia locale – con manifestazioni di ira e protesta e altri episodi di stranieri e migranti presi a calci e pugni per strada, finiti in ospedale.
Per una di queste violenze venerdì i militari hanno identificato i due autori – una coppia di fratelli – e hanno inviato al Procuratore di Milano, Marcello Viola (che ha tenuto per sé la delega all’antiterrorismo), l’annotazione di polizia in cui ipotizzano un primo reato che potrebbe anche modificarsi nel corso della più ampia indagine. Il fascicolo resterà in capo al numero uno del quarto piano al palazzo di giustizia e sarà co-assegnato nei prossimi giorni a un pubblico ministero.
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