Valeria Golino compie gli anni e rivendica la libertà acquisita con l'età: "Lavoro più oggi che mai"

Dopo quarant'anni trascorsi sotto lo sguardo del pubblico, più di cento film, due Coppe Volpi, una carriera a Hollywood, dove ha recitato con Dustin Hoffman e Julie Taymor, e due film a Cannes da regista, a 61 anni Valeria Golino ha imparato la lezione più difficile: non dover più piacere a nessuno. La bellezza, che l'ha resa un volto indimenticabile, non è più una gabbia; il corpo, che il cinema ha a lungo preteso di guardare, diventa uno spazio di libertà e l'età si trasforma in una nuova forma di audacia.
L'incontro che le ha cambiato tutto
Valeria Golino, nata a Napoli il 22 ottobre 1965, figlia di un germanista italiano e di una pittrice greca, è cresciuta dentro l'albergo del nonno, con tutta la famiglia sotto lo stesso tetto, fratello musicista compreso. Il cinema è arrivato quasi per caso. A Roma, ospite dello zio Enzo, giornalista de L'Espresso, conosce Lina Wertmüller, che resta colpita dalla sua bellezza mediterranea e la sceglie per il suo primo film. Valeria ha sedici anni e non ha mai studiato recitazione. Ha lasciato anche il liceo, e di quella scelta racconterà più tardi, con una certa autoironia, di non andare fiera.
Dalla Coppa Volpi a Hollywood
Nel 1986 ha vinto a Venezia la Coppa Volpi per Storia d'amore di Citto Maselli, poi è volata in America per recitare il ruolo della fidanzata di Tom Cruise in Rain Man accanto a Dustin Hoffman e della protagonista della scena più parodiata di Hot Shots!, quella con Charlie Sheen. Sono seguiti Leaving Las Vegas di Mike Figgis e Frida di Julie Taymor. Senza mai tagliare le radici: in Italia ha lavorato con Nanni Moretti, con Crialese in Respiro, e nel 2015 ha conquistato una seconda Coppa Volpi con Per amor vostro. Il bilancio è di quattro David di Donatello, sette Nastri d'Argento e oltre cento film.
Dietro la macchina da presa
Nel 2013 il vero salto: l'esordio da regista con Miele, in concorso a Cannes nella sezione Un Certain Regard, storia di una giovane che aiuta i malati terminali a morire. Cinque anni dopo è tornata sulla Croisette con Euforia. Nel 2022 la stessa sezione l'ha chiamata a presiedere la giuria, infine il traguardo più ambizioso: L'arte della gioia, serie tratta dal romanzo di Goliarda Sapienza.
Una fase d'oro
Quest'anno ha portato quattro titoli alla rassegna Open Roads al Lincoln Center di New York, da Fuori a Breve storia d'amore di Ludovica Rampoldi, fino a La Gioia di Nicolangelo Gelormini, dove è quasi irriconoscibile sotto trucco e protesi. L'attrice ha detto di lavorare più oggi che in passato, attribuendo tutto all'età, che porta, secondo lei, un enorme senso di libertà e una dose generosa di "chi se ne frega". Il corpo cambia e Valeria Golino ha ammesso che qualche fatica la fa, ma sul set, ha raccontato di non aver più paura di niente.
La vita privata
Il capitolo più noto è la storia con Riccardo Scamarcio, che a Valeria è rimasta addosso: da lui arrivò una frase dolcissima, "con Golino non finisce mai il vero amore", che lei ha accolto con garbo, ringraziandolo. Con la sua tipica ironia l'attrice si è recentemente definita una "promessa non mantenuta", una che sembra più sexy di quanto sia. Una frase che fotografa la sua vera forza: smontare da sola il mito. Nulla di inatteso da Valeria Golino che, di recente, parlando del trascorrere del tempo ha sottolineato che consente di dire un "chi se ne frega" a tutto quello che prima era vissuto come un problema.
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