Aula semi vuota all’Onu mentre Netanyahu parla: molte delegazioni lasciano l'Assemblea

Oggi 24 settembre, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, decine di delegati si sono alzati e hanno lasciato l’aula nel momento in cui Benjamin Netanyahu è salito sul podio. La protesta, accompagnata da fischi e cori pro-Palestina, ha lasciato la sala visibilmente diradata.
Il premier israeliano ha replicato subito con tono di sfida: «Chi ha lasciato l’aula è un codardo morale, se ce ne sono altri se ne vadano subito». Ha definito l’uscita coordinata «ipocrisia sconcertante», sostenendo che, colpendo le capacità nucleari dell’Iran, Israele ha difeso anche molti dei Paesi i cui rappresentanti avevano appena abbandonato la seduta. «In privato i loro capi ci ringraziano», ha aggiunto.
Nel discorso Netanyahu ha rivendicato le operazioni militari dopo il 7 ottobre 2023, ha paragonato quell’attacco a «16 volte l’11 settembre» e ha definito le accuse di genocidio a Gaza «la più grande bugia del secolo». Ha anche alzato un cercapersone, simbolo dell’operazione contro Hezbollah. La scena conferma l’isolamento diplomatico di Israele in questa sede, con la missione palestinese che aveva invitato le delegazioni a un walkout collettivo.
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