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Friday, September 11, 2026

Prima la siccità, poi gli eventi metereologici estremi: in agricoltura perdite fino all’80%. L’allarme Coldiretti

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Prima la siccità, poi gli eventi metereologici estremi: in agricoltura perdite fino all’80%. L’allarme Coldiretti

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L’estate più calda di sempre e i fenomeni atmosferici violenti, causati dal cambiamento climatico, non hanno effetti solo sul benessere delle persone, ma anche su quello che mangiano. Le perdite dei raccolti arrivano fino all’80% in alcune aree d’Italia e Coldiretti lancia l’allarme. I danni all’agricoltura hanno superato i tre miliardi di euro e se gli agricoltori erano già piegati dalla siccità e dagli incendi degli ultimi mesi, adesso devono anche contare le perdite causate da piogge intense e grandine.

Il Made in Italy agroalimentare è a rischio, con la produzione di riso in calo del 70-80% in Piemonte, il mais in perdita fino all’80% in Emilia-Romagna, mentre in Toscana l’uva e le olive sono stati letteralmente bombardati dalla grandine. La vendemmia era a pieno regime e i grappoli erano arrivati a maturazione perfetta, ma adesso in alcune aree del Chianti, nella piana fiorentina e nella maremma, i viticoltori sono costretti a rivedere i piani di vendemmia per mettere al sicuro i grappoli più fragili ed evitare lo sviluppo di muffe che inficerebbero la qualità dell’uva una volta in cantina. Le aziende agricole possono comunicare i danni subiti attraverso la procedura disponibile sul sito di Artea, per valutare anche l’eventuale riconoscimento dello stato di calamità da parte del Governo.

Non è soltanto il meteo a causare la crisi produttiva, ma anche i costi sempre maggiori per l’irrigazione, l’energia, i fertilizzanti e i prezzi alla produzione. Coldiretti ricorda l’urgenza di realizzare un piano nazionale degli invasi, per incrementare la sicurezza idrica, dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. “Oggi l’Italia riesce a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi” scrive Coldiretti.

La situazione non è migliore negli allevamenti, che hanno ridotto la produzione di latte fino al 40% e quella di carne del 20-30%. La minore disponibilità di foraggi, materiale vegetale che serve da alimento al bestiame domestico, è la causa principale della minore produttività. Nelle aree montane, soprattutto in Veneto e in Abruzzo, prati e pascoli sono fortemente compromessi. Le mele del Trentino (-10%), le nocciole del Piemonte (-30% ), gli agrumi della Calabria (-40%), i pomodori e le angurie della Puglia, i carciofi della Sardegna, le olive e l’uva del Centro Italia, sono solo alcuni dei prodotti a rischio qualità e quantità quest’anno. La salvaguardia dei prodotti italiani è un’altra delle emergenze a cui dover far fronte, proprio a causa dei cambiamenti climatici.

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