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Monday, October 12, 2026

Tatuaggi, boom di imprese attive in Italia: le regioni dove sono più diffuse. Classifica

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Non solo sulla pelle: i tatuaggi lasciano sempre di più il segno anche sull’economia italiana, diventando per molti una scelta imprenditoriale. Lo certifica un rapporto di Unioncamere-InfoCamere che calcola un balzo delle imprese attive nel settore, passate in meno di dieci anni da 3.695 a 9.614, una crescita pari al 160%. 

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Quello che devi sapere

La classifica delle regioni

Dal classico tribale ad animali, date, nomi, scene e ritratti: la galassia dei tatuaggi spazia per tipologie e dimensioni che piacciono ad amatori residenti in tutta Italia. Il fenomeno si estende da nord a sud anche se con intensità diverse. Tra le zone con la maggiore concentrazione di imprese figurano la Toscana e il Piemonte, rispettivamente con 852 e 856 attività. Il podio è occupato dal Veneto con 909 negozi specializzati in tatoos e piercings, settantaquattro in meno di quelle registrate nel Lazio. Al primo posto svetta la Lombardia con 1.873 imprese del comparto tuttora attive.

Per approfondire: Tatuaggi, obbligo di consenso informato: cosa cambia con il Ddl sul melanoma

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Sorpresa Sardegna

L’indagine riserva sorprese sulla crescita percentuale di un fenomeno che intercetta in modo sempre più capillare i gusti estetici degli italiani. Nella sola Sardegna, per esempio, le attività dove si eseguono tatuaggi sono passate in otto anni da 45 a 177, un aumento del 293%. Il settore mostra segnali positivi anche in altre regioni del Centro-Sud come Puglia, Sicilia e Campania tutte con percentuali superiori al 200%.

Per approfondire: I tatuaggi indeboliscono il sistema immunitario? La risposta di un nuovo studio

Roma prima tra le città

Unioncamere-InfoCamere dedica un capitolo anche alla classifica nelle città. Tutti i centri inseriti nella top ten hanno incrementato il numero delle attività rispetto al 2017. Bari, Brescia e Verona contano ciascuna almeno 70 imprese attive, venti in meno di Napoli, al settimo posto con 90 attività. Seguono Bologna, Genova e Firenze con una forbice compresa tra 108 e 137 negozi (o laboratori) di tatuaggi. L’arte dell’inchiostro contagia poi le grandi metropoli come Milano (180), Torino (296) ma soprattutto Roma, che in otto anni ha più che raddoppiato le imprese passate da 176 a 440.

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A Bari la crescita più rapida

Guardando alle attività specializzate in tatuaggi e piercings che dal 2017 hanno alzato la saracinesca, Bari risulta la città con la crescita più rapida. Nel capoluogo pugliese le imprese sono passate da 10 a 75, il +640%, staccando altri grandi centri della Penisola come Brescia, Genova e Verona, tutte sopra il +242%. Anche Torino con 296 imprese rispetto alle 109 del 2017 registra numeri percentuali a tre cifre (+171%), così come Firenze che passa da 52 a 137, ovvero il 163,5%.

Settore sempre più femminile

Dietro alle incisioni creative tramite l'inchiostro aumenta la presenza femminile, platea che oggi rappresenta quasi la metà del settore. Al 30 giugno scorso, lo studio calcola che sono 4.334 le imprese italiane dirette da tatuatrici, pari al 45,1% del totale. Le attività giovanili toccano quota 3.752 unità, il 39% del totale.

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Calano le imprese under 30

Rispetto a 2017, il settore è occupato in modo più rilevante da imprenditori esperti. Guardando alla distribuzione anagrafica dei titolari delle imprese individuali, gli under 30 rappresentano oggi il 18,1%, sette punti in meno in confronto ad inizio rilevazione. Di contro, i tatuatori over 50 in affari passano dal 4,5 al 10%. La fascia compresa tra i 30 e i 50 anni resta in ogni caso maggioritaria con oltre sette imprese attive su dieci, in linea con il dato registrato nel 2017. 

I tatuaggi che "si accendono" e "si spengono" con la luce

A dimostrazione dell’evoluzione di un settore che coniuga tradizione e moda, non mancano sviluppi dal punto di vista tecnologico. Gli ultimi in ordine di tempo sono i tatuaggi che possono essere accesi e spenti a seconda del tipo di luce chi li colpisce. Come emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Matter & Light da un gruppo di ricercatori di Boulder, Università del Colorado, gli ultimi modelli diventano visibili con la luce ultravioletta mentre un’intensa luce led li fa sparire. Questa tecnologia permetterebbe di celare i propri tatuaggi a piacimento, ma potrebbe aiutare anche i pazienti sottoposti a radioterapia oncologica. Per aiutare i medici a orientare i fasci di radiazioni, è spesso richiesta l'incisione di piccoli tatuaggi che diventano un ricordo permanente del proprio percorso di cura.

Per approfondire: In Giappone i tatuaggi sono ancora un tabù?

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