Ancora tensione sui titoli di Stato in Europa e Usa, petrolio Brent sopra i 105 dollari

Non si arresta la corsa prezzo del petrolio, con il Brent che torna sopra 105 dollari al barile, in crescita di oltre il 2% rispetto a ieri. Pesa il botta e risposta tra Stati Uniti e Iran con le nuove minacce da ambo le parti.
I timori di inflazione mettono sotto pressione i titoli di Stato negli Stati Uniti. Il rendimento del Treasury decennale ieri è salito sui massimi dal 2007, per la combinazione di rialzo del petrolio e buoni dati dell'indice Pmi composito (58 punti) negli Usa, che ha fatto salire le attese di un possibile nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Le probabilità per la riunione del 28 ottobre, poco prima delle elezioni di Midterm, sono salite in una settimana dal 55 al 64%. Oggi il rendimento del Treasury è stabile al 5,11%, così come quello del trentennale, al 5,40%, che ha toccato il massimo dal 2004.
Anche lo spread tra Btp italiani decennali e Bund tedeschi schizza a 95 punti base, ai massimi da fine marzo. Il rendimento del Btp è salito di 8 punti base, lo spread di 2 punti.
La seduta di borsa prosegue al ribasso in quasi tutte le piazze europee. Milano -0,38%, Francoforte e Parigi -0,15%, unica eccezione Londra, +0,25%.
Wall Street è in calo: -0,20% per l'S&P 500, -0,44% per il Nasdaq.
Nella notte contrastate le borse asiatiche: Tokyo in rialzo dello 0,88% nella prima seduta dopo tre giorni consecutivi di festa per l'equinozio d'autunno. Chiusa Seul per festività, in negativo Hong Kong e gli indici della Cina continentale, dopo che il segretario al Tesoro statunitense Bessent ha annunciato l'estensione solo fino a gennaio della tregua sui dazi con la Cina, nel primo giorno della visita di Stato del presidente Xi Jinping negli Stati Uniti.
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