Le vulnerabilità dei sistemi: tra allarme e prevenzione

Bande criminali o guerra ibrida? Questa la domanda che circola analizzando quanto è successo oggi in molti supermercati europei.
Una guerra “low profile” ma con effetti che possono essere devastanti e d'altra parte la cybersicurezza è parte fondamentale della nostra vita, oramai.
E alla luce degli attacchi informatici che stanno interessando i sistemi della catena del freddo di numerosi operatori in diversi Paesi europei tra cui Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi, Lettonia, Finlandia e Svezia, l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha richiamato gli operatori della Gdo (grande distribuzione organizzata), della logistica alimentare, della refrigerazione industriale e le società di manutenzione alle misure di sicurezza gia' raccomandate dopo gli incidenti digitali in una serie di catene di supermercati in Francia. L'Agenzia raccomanda di procedere con la massima urgenza alla verifica dell'eventuale esposizione su Internet dei sistemi di controllo e teleassistenza e alla loro segregazione in ambienti protetti, separati dalle reti informatiche aziendali.
Ma l’Italia non è da meno e “ in alcuni punti vendita Coop, almeno tre a Catania e uno a Palermo, si sono verificati attacchi hacker ai sistemi di refrigerazione dei banchi alimentari” lo dice Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce supermercati a marchio Coop. L'attacco, aggiunge, ha portato alla modifica dei parametri della temperatura surriscaldando i banchi e provocando un deperimento degli alimenti. La polizia postale sta ricostruendola provenienza degli attacchi e l'entità e sta verificando se vi siano o meno collegamenti con quanto accaduto in altri Paesi europei.
La recente ondata di attacchi informatici contro i supermercati di tutta Europa rappresenta "un tentativo deliberato di interrompere" l'approvvigionamento alimentare dell'Ue. È quanto afferma Christophe Hansen, commissario europeo per l'Agricoltura e l'Alimentazione. Ha aggiunto che l'obiettivo era anche quello di minare la fiducia del pubblico e che, sebbene "la sicurezza alimentare non sia attualmente a rischio, lo spreco alimentare e l'impatto sulle imprese sono reali".
Per Rainews.it il professor Martino, docente di cybersicurezza, fa un'analisi di quanto accaduto
Tipologia degli attacchi
Gli attacchi alle infrastrutture critiche di oggi e delle settimane precedenti evidenziano soprattutto la vulnerabilità della Operational Technology (OT), ovvero i sistemi che controllano processi fisici, non solo dati digitali. Il caso più chiaro è proprio quello odierno che ha colpito decine di supermercati. Secondo Sabcobel, un'azienda belga che produce alcuni dei frigoriferi interessati dal problema, ha dichiarato che gli evaporatori degli apparecchi sono stati impostati in modalità sbrinamento, causandone il surriscaldamento; si ritiene che si tratti dello stesso metodo utilizzato nell'incidente del mese scorso che ha colpito centinaia di supermercati francesi.
Il risultato è stato il deterioramento di grandi quantità di cibo fresco e surgelato, con perdite economiche e negozi costretti a svuotare gli scaffali.
Questa è la seconda ondata dopo l’attacco francese del 11-12 ottobre 2026, che aveva colpito centinaia di supermercati (si stima intorno ai 700) di catene come Intermarché, Carrefour, Coopérative U, Leclerc e altre. Anche allora le temperature erano state portate a ~50°C, con cibo rovinato e in alcuni casi incendi. Nessun gruppo ha rivendicato gli attacchi.
Aspetti tecnici : cosa sono gli OT/ICS i punti critici delle strutture
Si tratta di sistemi OT/ICS (Operational Technology / Industrial Control Systems): controller che governano evaporatori, cicli di sbrinamento e temperature. Non sono semplici PC, ma dispositivi che interagiscono direttamente con il mondo fisico.
I dispositivi più coinvolti sono i controller Danfoss (molti alla fine della loro vita o con firmware obsoleto), e anche sistemi Copeland/Dixell XWEB. Molti erano esposti su Internet senza VPN, senza una lista autorizzata di IP e con credenziali deboli o “code-of-the-day” calcolabili dalla data.
Ci sono state vulnerabilità note ( autenticazione bypass tramite password derivata dalla data) erano già state segnalate da ricercatori (Claroty Team82) e da CISA mesi prima. Gli attaccanti hanno sfruttato funzioni legittime (sbrinamento) per un effetto sabotaggio fisico.
L'impatto non è “solo” un “data breach” (violazione dei dati), ma interruzione della catena del freddo, spreco alimentare, danni economici e potenziale effetto su fiducia e disponibilità di cibo.
Questo tipo di attacco dimostra come dispositivi OT poco protetti, connessi a Internet per la manutenzione remota, possano essere usati per causare danni fisici su larga scala. Migliaia di controller simili restano ancora esposti in tutto il mondo (anche in ospedali, aziende agricole e altri settori della catena del freddo).
Attacchi ai sistemi di allerta emergenza
E forse ci potrebbe essere anche un legame con quanto accaduto per le app di allerta emergenza di Ucraina e Russia che sono state compromesse. L’app ucraina “Air Alert” ha inviato falsi avvisi di minaccia radiologica/chimica e di combattimenti di strada; poche ore dopo l’app del Ministero delle Emergenze russo ha diffuso messaggi su lancio di testate nucleari. Questi sistemi sono infrastrutture critiche per la protezione civile in tempo di guerra. L’attacco non ha attivato le sirene principali, ma ha sfruttato canali ufficiali per disinformazione e panico potenziale.
Insomma ogni giorno è sempre più evidente che la tecnologia può essere una matrigna ma soprattutto lo strumento che bande criminali, o al soldo di vari Stati, posso usare per destabilizzare economie intere e se in mano non semplicemente a chi vuole ricavare soldi da queste azioni, possono avere risvolti politici e di redistribuzioni dei poteri nelle varie parti del mondo.
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