Il portiere Owono: 'Penso sempre a Jesùs'. Zoff: 'Un tragica fatalità'
"Provo un dolore immenso per la perdita di Jesús. Faccio fatica a trovare le parole e mi è molto difficile elaborare tutto ciò che è successo. Sono i giorni più difficili della mia vita. Affronterò qualsiasi cosa accada col massimo rispetto, ma in questo momento non riesco a pensare ad altro che a lui e al dolore che stiamo vivendo".
Il portiere dell'Andorra Fc, Jesus Owono, rilascia nel pomeriggio le prime dichiarazioni - tramite una nota del club - dopo la morte dell'attaccante del Tenerife Jesús de Miguel, provocata da uno scontro avvenuto tra i due in campo in una partita della serie B spagnola. Una tragedia che scuote il mondo del calcio e che coinvolge inevitabilmente anche il mondo della giustizia, con un'indagine aperta d'ufficio dal tribunale di Tenerife, che ha ricevuto oggi un referto preliminare dell'autopsia, per ora riservato. Ancor prima dell'inchiesta, però, si sono aperti i processi - molto sommari - del web, che si sono tradotti in insulti e minacce, anche a sfondo razzista, nei confronti del portiere Owono, etichettato come 'assassino'.
Il ricordo
Per questo, nell'ambiente, in vari - tra cui Josè Mourinho - hanno dedicato un pensiero anche a lui. "Non ci sono colpe o responsabilità di uno o dell'altro - dice al telefono con l'ANSA la leggenda dei portieri azzurri, Dino Zoff - è il caso della vita e del gioco, che poche volte si traduce in una disgrazia". Il campione del mondo del 1982 ricorda anche la morte dell'estremo difensore dell'Ascoli Roberto Strulli, che nel 1965 perse la vita in uno scontro di gioco: "Non c'è intenzionalità, il calcio è uno sport di contatto: eventi del genere possono succedere, anche se certo ne capita uno ogni morte di papa - analizza ancora l'ex portiere -. In quest'occasione è successo bruscamente, ma c'era solo voglia di prendere la palla". Della stessa opinione, sulle colonne de El Pais, è uno dei successori di Zoff ai Mondiali del 1986, Jorge Valdano, che invita a "non cercare colpevoli", perché "per tanto dolore già basta una vittima".
L'intera squadra del Tenerife sarà presente a Navahermosa, nella provincia di Toledo, per i funerali di Jesús de Miguel, e mentre la Liga pensa di sospendere per un turno i campionati (oltre alle già rinviate partite delle due squadre coinvolte), in Spagna ci si concentra sulle indagini. E se la posizione di Owono sembra penalmente protetta dal fatto che si sia trattato di una situazione di gioco, con il pallone conteso, al vaglio degli inquirenti ci sono le tempistiche e le manovre dei soccorsi sanitari - fondamentali in casi di commozione cardiaca, che secondo gli esperti è l'ipotesi più probabile come causa del decesso.
Non è chiaro, infatti, se il giocatore abbia o meno ricevuto ossigeno, e se sì con quale procedura, così come non è chiaro il motivo per cui l'ambulanza non sia entrata in campo per evacuarlo: de Miguel è rimasto sul campo per poco più di sei minuti prima di essere sistemato su una tavola spinale, per poi essere trasportato di corsa da allenatori e giocatori fino all'ambulanza. A questo si aggiungono alcune "discrepanze riscontrate nei rapporti o presunte imprecisioni in relazione ad altri elementi di prova allegati al fascicolo", segnalate da fonti di polizia ai media spagnoli.
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