Parkinson, 5 consigli per promuovere il benessere dei caregiver
Concentrarsi su ciò che si può controllare; sostituire il "tutto e sempre" con "l'essenziale, quando è possibile"; delegare prima che la fatica diventi insostenibile; non prendere sul personale apatia e irritabilità; non lasciare che il ruolo cancelli la persona. Sono i 5 consigli per il benessere dei caregiver contenuti nel corso online che la Fondazione Limpe per il Parkinson rende noto disponibile gratuitamente dal 6 ottobre, Giornata europea del Caregiver. Si tratta di undici moduli, con videolezioni e materiali di approfondimento, realizzati con il contributo di esperti in diversi ambiti per affrontare i principali aspetti dell'assistenza: non solo la tutela del benessere psicofisico dei caregiver che assistono i malati di Parkinson, ma anche la gestione dei sintomi motori ed emotivi, la comunicazione, la nutrizione, l'attività fisica e i diritti previsti dalla legge.
Con il progredire della patologia, infatti, i bisogni della persona con Parkinson aumentano e con essi le responsabilità di chi assiste: dalla gestione delle terapie al supporto nelle attività quotidiane, fino alle difficoltà cognitive, emotive e comportamentali che possono accompagnare la malattia. Un impegno che incide sulla salute, sul lavoro, sulle relazioni e sugli spazi personali del caregiver. A mostrarne il peso è anche l'indagine nazionale promossa da Fondazione Limpe per il Parkinson e Confederazione Parkinson Italia, pubblicata su Neurological Sciences. Tra i 478 caregiver coinvolti, il 74% presta assistenza ogni giorno, due su tre riferiscono conseguenze sulla salute fisica e psicologica e appena il 9% ha ricevuto una formazione specifica. "Informazione, supporto e formazione sono risorse fondamentali per chi assiste una persona con Parkinson", afferma Giovanni Fabbrini, presidente di Fondazione Limpe per il Parkinson. "Aiutare i caregiver a tutelare il proprio benessere - osserva - significa metterli nelle condizioni di affrontare un impegno complesso e prolungato nel tempo. Prendersi cura di sé non è una sottrazione alla cura, ma una condizione per poterla sostenere nel tempo".
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