Gli 007 a Rubio: 'L'Iran vuole assassinare i diplomatici americani'
Tutto è pronto: se Usa e Israele dovessero riprendere gli attacchi su larga scala contro l'Iran, Teheran ha in serbo un micidiale piano per colpire personale americano e alleati fin nel cuore degli Stati Uniti, in Europa e dove possibile.
Le nuove rivelazioni su quella che al momento appare una campagna di omicidi mirati messa in atto da cellule dormienti non arrivano dagli organi di stampa, ma da un memorandum declassificato a firma del direttore dell'Intelligence (Dni) Jay Clayton inviato al segretario di Stato Marco Rubio. Il documento, datato 23 ottobre, avverte che gli 007 americani hanno ricevuto informazioni secondo cui l'Iran avrebbe "aumentato in modo sostanziale gli sforzi per colpire il personale statunitense", con piani letali già in "fase avanzata" in Medio Oriente e altri Paesi.
Tanto che, scrive la Cnn, "secondo diverse fonti ben informate, gli Stati Uniti si stanno affrettando a evacuare alcuni diplomatici e i loro familiari dalle sedi in Medio Oriente". Partenze descritte come "frustranti" e "caotiche", poiché molti erano tornati solo di recente alle loro sedi dopo essere stati evacuati nel momento di massima tensione della guerra con l'Iran. Il New York Times, citando fonti coperte da anonimato, ha precisato che "nelle ultime settimane sarebbero state valutate minacce nei confronti di funzionari americani, tra cui ambasciatori, e che l'Iran avrebbe individuato potenziali obiettivi in Europa". Addirittura, secondo gli 007, agenti iraniani sarebbero già attivi sul territorio statunitense.
Piani che secondo ancora altre fonti sarebbero però del tutto teorici, perché Teheran non avrebbe la capacità di colpire così in profondità in territorio americano o europeo. A oggi, si contano solo due piani criminosi in territorio Usa imputabili all'Iran: il caso del cittadino pachistano condannato lo scorso marzo per aver progettato al soldo dei Pasdaran di uccidere il presidente Donald Trump e altri politici americani, e un membro dei Guardiani accusato nel 2022 di voler assassinare l'allora consigliere della sicurezza John Bolton, come vendetta per l'eliminazione in un raid Usa ordinato dal tycoon del capo delle forze al Quds Qassem Soleimani, due anni prima a Baghdad.
Diversa la situazione in Medio Oriente: con maggiore discrezione, Washington ha già ordinato la riduzione del personale nelle sedi diplomatiche degli Emirati, Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania, Libano, e da ultima dell'Arabia Saudita, ufficialmente a causa della recrudescenza del conflitto tra Riad e i ribelli Houthi, che nelle ultime 24 ore sono tornati a colpire l'aeroporto internazionale della capitale saudita. Attaccati anche gli scali di Damman e Najran, due impianti petroliferi, un oleodotto e una base aerea. I ribelli hanno poi ripreso di mira Aden, dove ha sede il governo filo-saudita. La reazione della coalizione guidata da Riad non si è fatta attendere, con i bombardamenti sulla capitale Sanaa, divenuti incessanti sul porto strategico di Mocha che domina il Mar Rosso, e la provincia di Hodeida, dove si contano almeno 5 morti.
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