Scuter, il primo robo-motociclo a guida autonoma made in Italy

Presentato a Milano il prototipo del primo ciclomotore cabinato al mondo predisposto per muoversi senza pilota. Il debutto dei test su strada è previsto per il 2027 e l’obiettivo è di abbattere i costi dello sharing urbano e concorrere ad armi pari con i robotaxi tradizionali
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La rivoluzione della mobilità urbana riparte dalle due ruote, o meglio, da cinque. La startup italiana Scuter ha svelato il prototipo del suo innovativo ciclomotore cabinato predisposto per la guida autonoma. Si tratta della prima applicazione a livello globale di questa tecnologia su un veicolo ultraleggero, targato e pensato specificamente per i servizi di sharing. L’annuncio segna una svolta non solo tecnologica, ma anche economica. Rispetto a un classico robotaxi a quattro ruote, in veicolo di Scuter promette un costo industriale ridotto a un ventesimo e un ingombro pari a un quinto. Un’efficienza strutturale che punta a democratizzare la guida autonoma nelle grandi città.
Scuter, una storia italiana fatta di innovazione e coraggio
L’idea di ridefinire i confini della mobilità urbana nasce dall’intuizione di un team tutto italiano: Gianmarco Carnovale (CEO), Luca Ruggeri (CTO), Gabriele Carbucicchio (FCO) e Carmine Di Nuzzo (Chief Design Officer). Al nucleo storico successivamente si è unito, entrando a fare parte del Consiglio di Amministrazione, l’imprenditore del settore tecnologia Dario Calogero che ha portato la sua esperienza nello sviluppo e nella crescita internazionale delle imprese. Scuter si è configurata fin da subito, quindi, non come una semplice azienda di trasporti, ma come una vera e propria azienda tecnologica con l’obiettivo principale puntato sullo sviluppo di una piattaforma integrata che unisce tra anime: un veicolo elettrico proprietario, un software sviluppato internamente e una gestione operativa ottimizzata delle flotte. Il mezzo, protetto da cabina e concepito specificamente per resistere ai ritmi intensivi dello sharing, è stato interamente progettato in Italia e realizzato attraverso una filiera prevalentemente italiana ed europea. Il primo grande traguardo operativo è arrivato nel novembre 2025, con il lancio ufficiale del servizio pilota a Milano. In quasi un anno di attività sul campo, la startup ha confermato la solidità del progetto, del veicolo e del modello operativo, accumulnado migliaia di corse e dati reali di utilizzo utili ad indirizzare il passo successivo: l’evoluzione robotica.
Come funziona il Robo-Motociclo a cinque ruote?
Il nuovo prototipo rappresenta l’approdo verso la cosiddetta Physical AI. Per abilitare le funzioni di guida autonoma gestite dall’Intelligenza Artificiale, la startup ha introdotto e depositato il brevetto per una innovativa configurazione a cinque ruote: tre destinate alla marcia ordinaria guidata dall’uomo, due ruote robotiche retrattili aggiuntive che intervengono per stabilizzare il mezzo durante le manovre a bassa velocità e in sosta. L’obiettivo finale è l’efficienza operativa dello sharing. Una volta lasciato il passeggero il veicolo sarà in grado di percepire l’ambiente circostante e riposizionarsi da solo, muovendosi a bassissima velocità e senza nessuno a bordo, per raggiungere il cliente successivo o l’area di sosta designata, riducendo drasticamente i costi logistici del servizio.
Una filiera italiana con partner d’eccellenza
“Oggi non stiamo annunciando un veicolo autonomo pronto a circolare senza supervisione. Stiamo mostrando il primo passo dell’evoluzione di un robot urbano”, ha precisato il CEO Gianmarco Carnovale. L’architettura leggera, secondo i piani della società, permetterà nel lungo periodo di portare il costo di una corsa individuale vicino a quello di un biglietto del trasporto pubblico collettivo.
Il progetto unisce oggi eccellenze della computer vision, dell’elettronica e della robotica. Ad affiancare Scuter in questo percorso ci sono infatti grandi player tecnologici e della grande distribuzione come NVIDIA, Fastweb, Vodafone ed Esselunga. I primi test in questa veste autonoma inizieranno nel corso del 2027, aprendo un nuovo capitolo nella storia dell’innovazione italiana.
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