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Saturday, October 3, 2026

Mosca colpisce il Ponte Nord di Kiev e avverte diplomatici e stranieri: “Lasciate la città”. Zelensky: “La Russia colpisce obiettivi civili”

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Mosca colpisce il Ponte Nord di Kiev e avverte diplomatici e stranieri: “Lasciate la città”. Zelensky: “La Russia colpisce obiettivi civili”

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All’orizzonte un inverno di conflitto, con il Cremlino che avrebbe ordinato ai suoi vertici militari di “abbandonare le regole di guerra” per colpire senza pietà le infrastrutture civili. E, secondo il New York Times, Mosca sarebbe pronta a scatenare una selva di oltre mille missili per piegare definitivamente la rete energetica del Paese, mentre già ha cominciato a colpire un ponte nevralgico per Kiev nel tentativo di scatenare il caos nella capitale, forse isolarla, provocando una vera e propria crisi umanitaria. Nel frattempo, un’altra notte di attacchi russi si è abbattuta su Kiev, Odessa e altre località, con 157 droni modelli Shahed e Gerbera dotati di propulsione a getto e droni esca. Mosca ha colpito un importante ponte di Kiev, il Ponte Nord, due giorni dopo gli attacchi al Ponte Sud, danneggiando il manto stradale e i cavi del filobus, e costringendo alla sospensione del traffico. Due persone sono rimaste ferite. Mosca, che si è dichiarata responsabile dell’attacco, ha sostenuto che il ponte viene utilizzato per “facilitare i movimenti delle truppe e la logistica delle consegne di materiale militare” per le forze armate ucraine. L’incursione giunge dopo che un altro ponte chiave della città, il Ponte Sud, era stato preso di mira più volte da droni russi tra giovedì e venerdì. In precedenza, ricorda il media britannico, Klitschko aveva avvertito che tali attacchi stavano “facendo a pezzi Kiev”. Il Ponte Nord e il Ponte Sud collegano la parte orientale e quella occidentale della capitale e non erano stati colpiti prima di giovedì, segnando così una nuova fase nella strategia di Mosca. Gli attacchi al Ponte Sud hanno causato gravi disagi alla circolazione sin da giovedì, portando alla sospensione del transito di auto e metropolitana sulla struttura. Molti dei residenti della città – che conta circa tre milioni di abitanti – si affidano alla metropolitana per spostarsi nell’area urbana. Colpita dalle forze russe, fanno sapere autorità ucraine, anche una nave mercantile civile battente bandiera liberiana in uno dei porti della regione di Odessa, raid in cui un marinaio è morto e altri tre sono rimasti feriti.

Visti gli attacchi su Kiev, Mosca torna ad esortare i diplomatici e gli stranieri presenti a Kiev a lasciare la città, avvertendo che le sue forze continueranno a sferrare “massicci attacchi di rappresaglia” contro la capitale ucraina. “La responsabilità di eventuali conseguenze negative ricade interamente su coloro che ignorano questo avvertimento”, ha dichiarato il ministero degli Esteri, sottolineando che “le forze armate russe continueranno a sferrare massicci attacchi di rappresaglia” contro “obiettivi militari a Kiev e in altre città ucraine”.

Le prospettive per i prossimi mesi – I tamburi di guerra risuonano ancora dunque, con ogni prospettiva di pace che appare distante e inafferrabile. Il 1° ottobre i russi, a sorpresa, hanno attaccato con i droni ripetutamente, e in pieno giorno, il Pivdennyi, il ponte sud di Kiev. Il traffico in città era già impazzito da giorni dopo i primi droni finiti sulle immense lamiere. Si tratta di un’arteria strategica sul Dnipro, in particolare per chi vuole uscire dalla città verso ovest, verso la parte relativamente meno rischiosa del Paese. “Vogliono che gli ucraini, e in particolare i residenti della capitale, lascino la città. Lo volevano davvero fin dall’inizio dell’invasione su larga scala”, ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky, rivelando che secondo le informazioni degli 007 Vladimir Putin “ha ordinato ai suoi comandanti militari di abbandonare le regole di guerra, con un forte aumento degli attacchi contro obiettivi civili”. E a Kiev, ha sottolineato il leader ucraino, i russi stanno colpendo obiettivi civili nel tentativo di “paralizzare la città, impedendo alle persone di recarsi al lavoro e ai bambini di frequentare scuole e asili”. La capitale è semideserta, le lezioni sono tutte online, poche le persone in giro a piedi, soprattutto perché da diverse settimane Mosca colpisce la città sempre più spesso di giorno. E così si è costretti a passare interminabili ore nei rifugi non sempre all’altezza. Il malumore cresce, un recente studio stima ci siano solo 77 centri ad alta protezione sugli oltre 4mila certificati, in buona parte di proprietà privata, e sono capaci di accogliere poco più di 50mila persone.

Intanto il surriscaldamento climatico tiene alte le temperature anche in Ucraina, con picchi inconsueti in questa stagione di oltre 20 gradi, ma il rischio che si scateni una crisi umanitaria è alle porte. La Russia, scrive il Nyt, si sta preparando a condurre la più grande campagna di attacchi contro il settore energetico ucraino con il lancio di fino a 1.000 missili contro centrali elettriche, sottostazioni e impianti di approvvigionamento idrico e mirato anche a imporre la chiusura delle tre centrali nucleari ucraine, attualmente operative, colpendo le sottostazioni di distribuzione che collegano le centrali alla rete elettrica. Il ministro dell’Energia ucraino Denys Shmyhal ha presentato un documento agli alleati europei a Parigi due settimane fa con le misure per reagire ad un eventuale attacco di questa portata che potrebbe scatenare una crisi senza precedenti.

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