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Sunday, November 8, 2026

Leone: 'La politica pensi al bene comune'. Faccia a faccia con Milei

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Il bene comune, a partire da una attenzione speciale per gli ultimi, deve essere sempre al centro di ogni politica. Lo ha ribadito Papa Leone XIV nella messa a Florida, dove si venera Nostra Signora dei Trentatré, simbolo di fede ma soprattutto legato alla storia patriottica dell'Uruguay, paese laico e poco cattolico. E' stato questo l'ultimo appello in Uruguay che ha riservato al Papa americano una grande accoglienza, segnando una nuova sintonia tra le istituzioni civili e la Chiesa in un paese che ha laicizzato finanche tutte le festività religiose, dalla Festa delle Spiagge (per l'Immacolata dell'8 dicembre), a quella della Famiglia, che invece si chiama Natale in tutti gli altri paesi del mondo.

"Preghiamo per coloro che hanno la responsabilità di governarlo, affinché perseguano con rettitudine il bene di tutti", ha detto nell'omelia della messa, prima di salutare le autorità locali e volare verso Buenos Aires. Dall'Uruguay il Papa manda anche un messaggio all'arcivescovo di Cracovia, il cardinale Grzegorz Ryś, la città polacca dove sei persone sono rimaste vittime ieri di una sparatoria. Leone si dice "profondamente addolorato" ed esprime vicinanza a tutti coloro che "vivono questi giorni di dolore".

Leone XIV si prepara dunque alla seconda tappa del viaggio, l'Argentina, che vedrà stasera prima un faccia a faccia privato con Javier Milei, il leader ultraliberista che ha messo in discussione welfare e politiche ambientali. Quindi il discorso alle autorità, sempre alla presenza del presidente argentino. La Chiesa argentina negli anni non ha lesinato critiche al leader più trumpiano del Sudamerica perché l'eccesso di liberismo rischia di lasciare ai margini gli ultimi.

E grande è l'attesa nel Paese per Leone. Sui muri di Buenos Aires sono comparsi molti manifesti, anonimi, con un messaggio di benvenuto al vescovo di Roma, ma al contempo, grazie a un doppio senso, una frecciata polemica contro Javier Milei: "Finalmente, un leone che unisce", è lo slogan scelto. Un gioco di parole che unisce il nome del pontefice e l'animale che il presidente ha trasformato nel suo emblema politico.

La Chiesa in Argentina ha sempre giocato un ruolo di primo piano a favore delle fasce più vessate della popolazione. Non solo nel corso della dittatura dei decenni passati ma poi anche per chiedere misure contro la crisi economica. Per questo si attende il messaggio del Pontefice, come incoraggiamento e speranza. Leone ribadisce l'importanza del ruolo della Chiesa e in generale della fede che non vuole sia relegata nelle sagrestie, o considerata un fatto privato.

"La storia dei popoli non può essere compresa appieno se si prescinde da Dio", ha detto prima di lasciare l'Uruguay. Parole che molto verosimilmente torneranno nella visita in Argentina, la tappa più 'politica' di questo viaggio in Sudamerica. Sono attese le parole di Leone ma soprattutto i suoi gesti, dalla visita ai disabili del Cottolengo, a fronte di un governo che ha eroso le risorse per il welfare, all'abbraccio con i detenuti di Devoto, il carcere di Buenos Aires.

Non mancherà l'omaggio a Papa Francesco che Milei invece aveva sbeffeggiato più volte definendolo "comunista" e finanche "rappresentante del maligno in terra". Intanto, un uomo di 49 anni è stato arrestato a Pilar, un centro a cinquanta chilometri da Buenos Aires, con l'accusa di aver minacciato di morte il Papa prima del suo arrivo nel Paese. La Polizia Federale lo ha individuato dopo una serie di operazioni di intelligence che hanno incluso indagini in rete, sorveglianza e intercettazioni telefoniche.

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