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Sunday, September 20, 2026

Meloni: 'In classe numero massimo di stranieri e divieto di burqa, norma in arrivo'

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"Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastco di imparare l'italiano, e introduce il divieto di burqa e hijab a scuola". Lo ha detto la presidente del Consiglio e leader di FdI Giorgia Meloni, sul palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, formazione giovanile del suo partito. "Non esiste, non esiste, che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare". "Sono fiera di annunciare che licenzieremo presto la norma che introduce la denominazione di liceo anche per gli istituti tecnico-professionali, perché fin dal nome vogliamo che sia chiaro che sono scuole di pari valore e che le persone che le frequentano sono di pari valore".

"Voi siete uno spettacolo che infiamma il cuore e siete una delle ragioni per le quali vale la pena di resistere, di perseverare, di fare politica" ha Meloni. "Diciamoci la verità - ha continuato -, che cos'è alla fine la politica, quella vera, se non la pretesa ostinata, forse perfino irragionevole, alcuni direbbero addirittura velleitaria, che il nostro passaggio non sia inutile? Che qualche cosa dopo di noi sia migliore perché noi ci siamo stati, che qualcuno possa raccogliere quello che abbiamo avuto il coraggio di seminare quando non sapevamo se saremmo stati noi a raccogliere i frutti di quella semina, e che lo consideri un invito, forse addirittura una sfida, a fare ancora, a fare meglio. Ecco, voi siete quel qualcuno, voi siete quello che dà un senso". 

"In un tempo nel quale tutti vi dicono che dovete fondamentalmente apparire, voi avete scelto di appartenere. Sono due concetti molto diversi. Apparire è veloce, appartenere costa tempo e costa sacrificio. Apparire è possibile anche da soli, appartenere decisamente no. Apparire impone che tu sia visto, appartenere impone che tu ci sia e che tu ci sia soprattutto quando calano i riflettori". "Tra apparire e appartenere non cambia una parola, cambia il modo di stare al mondo, cambia il modo di dare valore al proprio tempo, cambia il modo di costruire un rapporto con gli altri", ha aggiunto Meloni, spiegando che "è lungo questa linea di frattura che passa molto del modo in cui la vostra generazione viene raccontata, viene rappresentata, viene soprattutto ingannata". "Come se essere visibili significasse essere riconosciuti, come se raccogliere like significasse costruire legami, come se avere un pubblico fosse la stessa cosa che avere una comunità. Non è la stessa cosa - ha rimarcato -. Non è la stessa cosa perché quando hai una comunità c'è qualcuno disposto a dirti la verità, c'è qualcuno disposto a dirti la verità anche quando quella verità non è quello che vorresti sentire, anche se non è quello che tu vuoi, semplicemente perché ti fa bene sentire quella verità".

"Per decenni, per colpa di un certo buonismo, la scuola italiana ha avuto paura di dire la verità. Vietato dire hai sbagliato, vietato dire questo non va bene, via discorrendo. Hanno tentato di convincerci che fosse questo il modo più giusto di educare, lo chiamavano rispetto, ma quella non è educazione e non è rispetto, è una menzogna".  "Una menzogna che un ragazzo molto spesso paga magari anni dopo, di fronte a un colloquio di lavoro, quando ormai è troppo tardi per recuperare. E guardate - ha aggiunto - che il conto salato non lo ha pagato chi aveva gli strumenti economici per trovare altrove quello che la scuola italiana non poteva garantire quando non lo garantivano ripetizioni di qualità, i corsi di eccellenza, le vacanze studio all'estero. No, il conto lo ha pagato chi per crescere, per affermarsi, poteva contare solo sulla scuola pubblica. E allora ve l'ho detto e lo ripeto, ve l'ho detto e lo ripeto, è stato questo il più grande fallimento del '68. È stato questo il più grande fallimento di una rivoluzione che nasceva per costruire la scuola di tutti e per tutti e ha finito per produrre l'esatto contrario". 

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