ESPN DeportesNFL: Sólo una catástrofe evitará que Rams ganen la NFC OesteESPNSEC schedules vote about whether to expel LSU from conferenceוואלההפרות סדר בירושלים: המשטרה משתמשת במכת"ז לפיזור מפגינים ברחוב ירמיהוDaily MaverickWAR OF WORDS: MK veterans defend Khusta Jack after mayor’s ‘attack’InquirerNLEx completes dredging of Tulaoc River sectionThe Jerusalem PostHealth Ministry advances regulations requiring iodine enrichment for table saltNOSVS en Iran blijven elkaars schepen bestoken, Iraanse olietankers getroffenCBS NewsPatrick Clancy's lawyer threatens conspiracy theorists with legal actionRFI 中文毛泽东的沉重遗产:大跃进与人类历史上最大的饥荒SBS 뉴스한-프 정상회담…"호르무즈 문제, 긴밀히 공조"NTVÇay bahçesi tuvaletinde gizli kamera tuzağıMexico News DailyMexico fails the 2025 PISA evaluation: A perspective from our CEO
The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, September 8, 2026

Von der Leyen-Costa: "Shock" le esequie di Mladic. La Serbia più lontana dall'Ue

Translate

"Le immagini del funerale di Ratko Mladic, tenutosi ieri a Belgrado, sono state uno shock". Lo scrivono, pubblicando lo stesso post sui social media, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ed il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. 

Mladic, generale serbo-bosniaco deceduto mentre scontava una condanna all’ergastolo per crimini di guerra, è stato sepolto a Belgrado con gli onori militari. Il capo della Chiesa ortodossa serba, il patriarca Porfirije, ha officiato la cerimonia funebre e i soldati dell’esercito serbo hanno portato la bara di Mladic, avvolta nella bandiera, al cimitero. Diversi ministri del governo serbo hanno partecipato alla cerimonia funebre dedicata all’uomo noto riconosciuto colpevole di aver commesso il primo genocidio nel continente europeo dopo la Seconda guerra mondiale, nel corso della guerra di Bosnia, combattuta tra il 1992 e il 1995. Mladic è ancora considerato un eroe da molti serbi.

"Gli elementi di sostegno ufficiale e la presenza di alcuni alti funzionari serbi al funerale sono profondamente deplorevoli", hanno aggiunto von der Leyen e Costa. "Dimostrano l’incapacità di affrontare un capitolo oscuro della storia recente dell’Europa e contraddicono i valori su cui si fonda il percorso della Serbia verso l’Unione europea".

Il presidente Aleksandar Vucic non ha partecipato al funerale, ma suo figlio Danilo sì. Tra i presenti c’erano il leader nazionalista serbo-bosniaco Milorad Dodik e l’ambasciatore russo in Serbia, Alexander Botsan-Kharchenko. Vucic, un ex nazionalista estremista che aveva sostenuto le politiche espansionistiche della Serbia durante le guerre che hanno lacerato la Jugoslavia negli anni ’90, ha descritto il funerale come uno "sfogo emotivo".

Il ministro della Giustizia serbo Nenad Vujic era presente e si è schierato al fianco della famiglia di Mladic. Ha affermato che le autorità hanno contribuito a mantenere l’ordine durante il funerale per garantire che si svolgesse in modo "dignitoso", ma che la famiglia aveva il controllo della situazione.

L'accaduto ha mandato, comprensibile, su tutte le furie i bosniaci: il ministro degli Esteri della Bosnia-Erzegovina (BiH), Elmedin Konakovic, ha annunciato il ritiro della maggior parte del personale dell'ambasciata a Belgrado, con l'obiettivo di ridurre al minimo le relazioni diplomatiche tra Bosnia e Serbia. "Se potessi, interromperei immediatamente le relazioni diplomatiche con la Serbia. Quello che posso fare è adoperarmi per ridurre al minimo le relazioni", ha affermato Konakovic. 

Bakir Izetbegovic, presidente del Partito d'Azione Democratica, uno dei maggiori partiti di richiamo dei bosgnacchi musulmani in Bosnia-Erzegovina, figlio del presidente bosniaco degli anni '90 Alija Izetbekovic, ha invocato sanzioni e l'inserimento in una 'lista nera' per la glorificazione del criminale di guerra Ratko Mladic, culminata ieri con i funerali con i più alti onori politici, militari e religiosi. Si tratta, dice, di un "serio monito per tutta l'Europa, non solo per i Balcani"

"L'attuale leadership politica della Serbia e dell'entità della Republika Srpska non si sono allontanate dall'ideologia criminale della Grande Serbia che ha organizzato e guidato il genocidio, la pulizia etnica e altri crimini di guerra negli anni '90", ha aggunto Izetbegovic. "L'unico strumento efficace contro i responsabili di tali politiche sono le sanzioni. Sia quelle personali che quelle dirette allo Stato serbo, in quanto fonte del problema", ha concluso.

La vicenda rischia dunque di complicare il già impervio percorso della Serbia verso l'Unione europea: la commissaria per l’Allargamento Marta Kos aveva avvertito preventivamente che "la glorificazione" della morte di Mladic sarebbe stata incompatibile con i valori dell’Unione. Tradizionalmente, l’Ue presenta la sua relazione annuale sull’allargamento tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, illustrando i progressi compiuti da ciascuno dei paesi candidati, compresa la Serbia, verso l’adesione ed evidenziandone le carenze.

Alla domanda su quali potrebbero essere le conseguenze per l’adesione della Serbia all’Ue, il portavoce della von der Leyen si è limitato a rispondere: "Stiamo esaminando la questione".

Sns, il partito di Vucic, ha cecato di proteggersi negli ultimi tempi stringendo legami con il Partito popolare europeo, che non sono però passati inosservati alle altre forze che siedono a Bruxelles: "È giunto il momento che il Ppe smetta di fungere da rifugio sicuro per il partito Sns, che celebra apertamente criminali di guerra condannati e stende il tappeto rosso al 'Macellaio della Bosnia'", ha dichiarato la scorsa settimana Vladimir Prebilic, eurodeputato sloveno dei Verdi. Von der Leyen è un esponente di spicco del Ppe, così come metà della sua squadra di commissari responsabili delle politiche e la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Von der Leyen, in particolare, si è astenuta dal criticare pubblicamente Vucic.

View the original on Rai News

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.