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Thursday, September 17, 2026

Arresti per pedopornografia online, scoperte 34mila immagini e 22mila video. Il procuratore: orrendo fenomeno criminale

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Sei misure cautelari, un fermo di indiziato di delitto e 10 persone arrestate in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale

Una complessa attività investigativa avviata nel 2024 nell’ambito dell’operazione ’Fly Trap’ della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha portato all’esecuzione di 6 misure cautelari, di un fermo di indiziato di delitto e all’arresto di 10 persone in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico, dopo 23 perquisizioni locali, personali ed informatiche disposte dalla Procura della Repubblica nei confronti dei soggetti indagati, sia in qualità di amministratori che di semplici membri, dell’associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, commercio, divulgazione e pubblicizzazione di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico oggetto della presente indagine.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le investigazioni sono state avviate dalla Polizia Postale nel 2024 a seguito delle informazioni condivise, nell’ambito della cooperazione internazionale, dall’Agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI) relative alla presenza su Telegram di un gruppo privato denominato ’New Saga’, dedito alla diffusione di materiale pedopornografico. Le attività investigative effettuate e l’analisi delle transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità, consentivano di identificare uno degli amministratori, un ventiquattrenne campano, poi sottoposto a perquisizione personale, locale ed informatica nel mese di maggio 2024 e di avviare, una complessa attività espletata in modalità sotto copertura.

Il procuratore Lo Voi: orrendo fenomeno criminale

 “Un commercio indegno di minori”. Lo ha detto il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, nel corso di una conferenza stampa negli uffici di piazzale Clodio per illustrare i risultati dell’indagine che ha portato all’arresto di 17 persone accusate di far parte di una organizzazione dedita alla diffusione online di materiale pedopornografico.

“È stata una indagine particolarmente importante, non solo per i numeri. Quella che abbiamo scoperto era una organizzazione con una struttura paragonabile a una società multinazionale e con figure chiave che svolgevano funzioni di amministratore”, ha spiegato il responsabile degli inquirenti della Capitale affermando che “decisiva è stata la capacità di un agente che è riuscito a infiltrarsi in questa organizzazione e a conquistare la fiducia dell’organizzazione fino a diventare anche lui amministratore” del gruppo, ha aggiunto Lo Voi.

E’ emerso - ha continuato - “un orrendo fenomeno criminale” dove “l’organizzazione contava oltre mille utenti nel mondo, di cui oltre 20 in Italia, che pagavano con criptovalute per poter accedere ai contenuti”, dai 3 ai 9 dollari mensili. Il dato “sconfortante è la novità che riguarda la giovane giovane età dei membri dell’organizzazione e la capacità di generare denaro per questo orrendo fenomeno criminale” ha evidenziato Lo Voi.

I 22 utenti italiani, di cui 10 attivi anche nella condivisione di materiale, sono stati destinatari di provvedimenti di perquisizione locale, personale ed informatica. Le operazioni, nella medesima giornata, si sono concluse con l’arresto in flagranza di reato di 10 soggetti perché trovati in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, video ed immagini di minori anche in tenera età, materiale illecito abilmente occultato, di difficile accesso, protetto in cartelle anche crittografate per impedirne il ritrovamento, ancora in corso di quantificazione. Tra gli arresti in flagranza figurano 6 soggetti residenti nelle Province di Torino Milano e Padova, uno rispettivamente della Provincia di Fermo, Cagliari, Palermo, e Treviso, di cui pochi con precedenti specifici ed altri insospettabili autori.

L’esecuzione dei provvedimenti ha visto la partecipazione di oltre 100 operatori specializzati della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica dei Centri Operativi e delle dipendenti Sezioni Operative di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trento e Venezia con la collaborazione di personale dei Gabinetti Interregionali di Polizia Scientifica territorialmente competenti, nonché la presenza, come osservatori, di operatori dell’HSI, presso obiettivi ritenuti di particolare interesse operativo.

Il materiale sequestrato

Cospicuo il materiale informatico sequestrato con circa 200 dispositivi (smartphone, tablet, pc, hard disk) e il materiale illecito di pedopornografia sottratto ai mercati e alle piattaforme di scambio a livello internazionale. La cooperazione giudiziaria avviata per l’esecuzione della misura custodiale e della perquisizione locale, personale ed informatica, eseguita nei confronti del cittadino svizzero dalla Polizia cantonale, con la partecipazione di due operatori del Cncpo e con la collaborazione di personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha consentito di acquisire ulteriori elementi investigativi per l’identificazione di un ulteriore amministratore, il cui profilo era già emerso per la sua partecipazione attiva, segnalata anche nella documentazione probatoria a fondamento della misura custodiale.

Nella notte del 16 settembre, il soggetto, un uomo di 26 anni incensurato, individuato nella Provincia di Cremona, a termine della perquisizione eseguita da personale della Polizia Cibernetica della Lombardia, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto con un provvedimento dell’autorità giudiziaria capitolina, emesso in tempi rapidissimi. Nel corso delle attività di indagine sono state inoltre individuate 996 utenze riconducibili a Paesi esteri le cui risultanze investigative sono state condivise dal C.N.C.P.O alle competenti autorità, attraverso i canali di cooperazione internazionale, con il supporto info-operativo di Europol e la collaborazione di Interpol, per l’attivazione delle procedure di identificazione delle vittime e della loro messa in sicurezza secondo le procedure di cooperazione. Diversi Paesi hanno attivato i canali della cooperazione internazionale con il C.N.C.P.O per lo scambio informativo, eseguendo arresti di soggetti identificati sul gruppo ’New Saga’, allo stato attuale non più attivo.

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