Violenza su una 13enne a Torino, il Tribunale del Riesame dispone il carcere per il 42enne che fu liberato dal gip
Il Tribunale del Riesame di Torino ha ordinato la custodia cautelare in carcere per l’indagato per violenza sessuale ai danni di una tredicenne in un minimarket nel capoluogo piemontese. I giudici hanno accolto l’impugnazione della procura contro la decisione del gip, che lo scorso 31 agosto aveva disposto l’obbligo di firma quotidiano. L’episodio si era verificato il 28 agosto in un esercizio commerciale del quartiere Borgo Vittoria.
Lunedì l’uomo durante l’udienza aveva dichiarato: “Sono dispiaciuto, voglio farmi aiutare”. Il giudice per le indagini preliminari lo aveva scarcerato con la misura dell’obbligo di firma, nonostante nelle immagini di videosorveglianza del negozio si vedesse che poco prima lo stesso uomo avesse assaltato una donna adulta che era riuscita a uscire. Nelle motivazioni, pur riconoscendo la gravità della condotta, il magistrato aveva scritto che l’indagato si era scusato, era stato collaborativo e risultava incensurato.
La procura, che aveva chiesto il carcere per l’indagato, aveva impugnato la decisione del giudice e lunedì si è tenuta l’udienza davanti al Tribunale del Riesame. Al termine, i giudici si erano riservati la decisione. Anche la difesa aveva impugnato l’ordinanza del gip e ha depositato una memoria nella quale riferiva, tra l’altro, che l’indagato avrebbe ribadito il proprio dispiacere per quanto accaduto. Il 42enne aveva inoltre manifestato l’intenzione di non voler più lavorare a contatto con il pubblico e di voler intraprendere un percorso rivolto agli uomini autori di comportamenti violenti.
I fatti
I fatti contestati risalgono agli ultimi giorni di agosto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la tredicenne era entrata nel minimarket quando si sarebbe verificato l’episodio per il quale il 42enne è stato arrestato. La polizia aveva contestato all’uomo di avere abusato della condizione di inferiorità fisica o psichica della minorenne. Nella stessa giornata gli investigatori avevano inoltre accertato un secondo episodio analogo, sempre all’interno dell’esercizio commerciale, che avrebbe avuto come vittima una donna di circa 40 anni.
Il gip, nell’esaminare la richiesta della Procura, aveva riconosciuto la presenza di gravi indizi di colpevolezza, ma non aveva convalidato il fermo. Secondo il giudice, infatti, non sarebbe stato ravvisabile il necessario pericolo di fuga. Quanto alle esigenze cautelari, il gip aveva ritenuto che potessero essere adeguatamente garantite attraverso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, misura meno afflittiva rispetto alla custodia cautelare. L’uomo per il giudice era risultato collaborativo e dispiaciuto appunto.
Il caso
La scarcerazione aveva innescato una polemica bipartisan sul fatto che l’uomo fosse tornato libero e potenzialmente capace di ripetere le violenze che per quanto di lieve entità, secondo il codice, sono comunque avvenute su due donne, di cui una minorenne. La ragazzina era uscita dal minimarket sotto shock, “disgustata” e incapace di muoversi. Aveva chiesto aiuto a un amico e poi la madre aveva presentato la denuncia.
Nei giorni scorsi, sul caso è intervenuto anche il questore di Torino, Massimo Gambino, che aveva emesso nei confronti del 42enne un avviso orale. Il provvedimento è stato notificato dagli agenti del commissariato Madonna di Campagna. Nell’avviso, il questore aveva richiamato gli elementi che, secondo la Questura, indicavano una pericolosità sociale dell’uomo e una propensione a commettere condotte lesive dell’integrità e della libertà sessuale altrui. L’avviso orale è una misura di prevenzione che consiste in un richiamo formale a mantenere una condotta conforme alla legge e non comporta, di per sé, una limitazione della libertà personale. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva anche ventilato l’ipotesi che all’uomo, cittadino bengalese, potesse essere revocata la protezione speciale.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.