Davanti ai dati sulla povertà assoluta, credo sia il momento di cambiare rotta
Chi ci governa dovrebbe avere l’onestà intellettuale di ammettere che dei problemi del nostro paese non gli interessa niente.
In un paese serio e civile chi è alla guida dovrebbe garantire a tutti gli strumenti perché ogni persona possa sviluppare le proprie potenzialità, solo così un paese può realmente crescere e ogni persona diventare protagonista e parte integrante della società e anche chi ha delle difficoltà non sentirsi discriminato, ma valorizzato; perché non visto solo e unicamente per il suo limite, ma considerato una risorsa e non uno scarto o un peso per il paese.
Riporto alcuni dati: “Oltre 2,1 milioni di famiglie in condizione di povertà assoluta, per un totale di 5,4 milioni di individui. È la situazione dell’Italia nel 2025, secondo l’Istat. In termini percentuali, l’incidenza della povertà assoluta – ovvero la condizione in cui si trovano chi non ha la capacità economica per coprire i costi minimi essenziali per condurre una vita dignitosa ed evitare gravi forme di esclusione sociale – tra le famiglie è pari all’8,0%, in lieve calo rispetto al 2024 (8,4%), e al 9,3% tra le persone (9,8% nel 2024)”. Credo sia arrivato il momento di cambiare rotta, altrimenti il paese non riuscirà più a risollevarsi e le famiglie si sentiranno sempre più sole.
I soldi ci sono, perché altrimenti non si potrebbe neanche comprare nessun tipo di arma, o sbaglio? Dipende se chi ci governa vuole realmente il bene del paese e dei cittadini o pensa solo al profitto e alla propria affermazione politica, anche se vorrei ricordare che le carriere politiche finiscono, ma i problemi irrisolti legati alla politica reale e alla vita quotidiana del popolo aumentano.
Ovviamente, nei limiti del possibile, bisogna sempre cercare di non arrendersi e soprattutto dobbiamo sempre lottare contro le ingiustizie e far sentire sempre la nostra voce.
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