“George sta malissimo per questa storia, c’è solo una profonda tristezza”: Clooney e il dolore per la morte di Presley Gerber, che lo chiamava “zio George”
Per Presley Gerber era semplicemente “zio George”. Perché il rapporto tra George Clooney e la famiglia di Cindy Crawford andava ben oltre le frequentazioni tra celebrità: l’attore è da decenni uno degli amici più stretti di Rande Gerber, marito della supermodella e padre di Presley e Kaia, con il quale nel 2013 aveva anche fondato, insieme a Mike Meldman, il marchio di tequila Casamigos. Un’amicizia diventata nel tempo un rapporto tra famiglie, tanto che sia Presley sia la sorella Kaia Gerber chiamavano Clooney “zio George”. Con Presley, morto domenica 20 settembre a 27 anni mentre si trovava in una struttura di riabilitazione, l’attore avrebbe però costruito un legame particolarmente profondo. La causa ufficiale della morte non è stata ancora stabilita e sono in corso ulteriori accertamenti.
A raccontare ora alcuni dettagli di quel rapporto è il Daily Mail, attraverso fonti vicine alla famiglia Clooney. “Erano molto legati. Presley era molto più del figlio di un amico: tra loro c’era un vero rapporto”, ha spiegato una fonte vicina ad Amal Clooney. Un’altra aggiunge: “George passava ore a parlare con Presley. George è la persona più gentile del mondo e avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutare la famiglia di Rande”.
Clooney conosceva bene le difficoltà che Presley aveva raccontato pubblicamente negli ultimi anni. Il 27enne aveva parlato apertamente dei problemi legati alla salute mentale e all’uso di sostanze e aveva provato anche a trasformare la propria esperienza in un modo per aiutare chi affrontava situazioni simili. La sua famiglia, secondo fonti vicine ai Gerber sentite da People, gli era rimasta accanto durante questo lungo percorso. Ed è proprio in quei momenti che “zio George” avrebbe cercato più volte di raggiungerlo. Dopo il fermo per guida in stato di ebbrezza di Presley, Clooney gli sarebbe stato molto vicino. Negli ultimi tempi, invece, gli avrebbe mandato messaggi molto più semplici e diretti: “Io ci sono per te”.
Secondo un’altra fonte citata dal Daily Mail, l’attore riusciva a parlare con Presley di droghe senza assumere il tono di chi impartisce una lezione anche perché in passato aveva raccontato pubblicamente le proprie esperienze. Clooney aveva infatti ammesso di aver provato sostanze negli anni Ottanta, sottolineando però di non aver mai sviluppato una dipendenza. “George aveva avuto le sue esperienze con le sostanze”, racconta la fonte. “Non è mai stato dipendente, ma le aveva provate e conosceva il fascino che possono esercitare le droghe. Per questo poteva parlarne apertamente con Presley, e Presley riusciva a relazionarsi con lui”. Il messaggio, aggiunge, rimaneva sempre lo stesso: “Resta pulito”.
La morte del ragazzo avrebbe colpito Clooney in modo particolarmente duro. “George sta malissimo per questa storia, perché Rande è il suo migliore amico e tutti erano molto affezionati a Presley”, racconta ancora una fonte. “Non c’è rabbia né vergogna, soltanto una profonda tristezza”. Presley era entrato volontariamente nella struttura di riabilitazione il giorno precedente alla morte. Il Los Angeles County Medical Examiner ha confermato che il decesso è avvenuto la mattina del 20 settembre e che, dopo l’autopsia, la determinazione della causa e delle modalità della morte è stata rinviata in attesa di ulteriori esami.
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