Esperto, sull'IA impedire che una gara tra potenze trasformi il mondo in pista senza freni
"Il vertice del G20 di fine anno sia l’occasione per il sistema delle istituzioni di appropriarsi di un tema così trasformativo come quello dell’Intelligenza artificiale, fino ad oggi nelle mani di privati. Il punto non è frenare l’IA: è impedire che una gara tra potenze trasformi il mondo in una pista senza freni". E' il parere all'ANSA di Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano e professore ordinario di Strategia e Marketing alla PoliMi School of Management, in merito al dibattito sullo sviluppo di questa tecnologia che si acceso dopo le dimissioni di un ricercatore di Anthropic. Ed è di queste ore il nuovo intervento di Joshua Bengio, uno dei padri dell'IA e voce internazionale autorevole, in merito alla sicurezza e alla trasparenza.
"Ci sono rischi reali ma anche tanto marketing. E soprattutto tanta finanza - spiega Noci - dietro gli allarmi sull’IA si muovono capitali giganteschi, valutazioni stellari e il terrore che la festa finisca. Il rischio vero non è il robot assassino: è una macchina che esegue perfettamente un ordine stupido. L’IA non deve diventare cattiva. Basta che noi siamo irresponsabili".
Quali sono i principali effetti di questo scossone internazionale? "La prima conseguenza è che l’Intelligenza artificiale dovrà finalmente presentare il conto economico - osserva l'esperto - Finora ha venduto futuro, produttività e miracoli. Ma chip, energia e data center costano soldi veri. Se i ricavi non tengono il passo, assisteremo ad una gigantesca operazione di ridimensionamento delle aspettative. Con una possibile foglia di fico: chiamare 'sicurezza' ciò che è, più banalmente, paura di perdere denaro".
"Trump e Xi hanno capito la stessa cosa: chi governa l’IA governa una quota crescente del potere mondiale - sottolinea Giuliano Noci, punto di riferimento in Italia per lo studio dei rapporti geopolitici ed economici con Pechino - La differenza è che Trump la racconta come una gara per il primato americano, Xi la costruisce come una strategia di sistema. Pechino non insegue più: compete. E mentre Washington discute di egemonia, la Cina costruisce modelli, talenti e filiere. La guerra dell’IA è già cominciata. Quasi tutti invocano sicurezza ma non vogliono rimanere indietro rispetto agli avversari. Cercano ingenuamente di mettere barriere all’entrata. La corsa non si fermerà".
Da un punto di vista normativo, a livello Ue o sovranazionale, cosa sarebbe davvero efficace o dirimente? "Servono guardrail, non convegni sull’etica. Regole globali sui sistemi autonomi, audit indipendenti e responsabilità giuridiche chiare - spiega l'esperto - L’Europa deve smettere di fare il vigile urbano mentre gli altri costruiscono autostrade. Il punto non è frenare l’Intelligenza artificiale: è impedire che una gara tra potenze trasformi il mondo in una pista senza freni. Abbiamo un’occasione d’oro - cocnlude Noci - il vertice del G20 di fine anno. Che sia quella l’occasione in cui il sistema delle istituzioni si appropria di un tema così trasformativo come quello dell’Intelligenza artificiale, fino ad oggi nelle mani di privati".
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