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Tuesday, September 15, 2026

Von der Leyen cerca la ricetta per l'IA e prova a compattare i pro-Ue

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Una ricetta europea sull'Intelligenza Artificiale, che non si pieghi agli allarmismi ma cerchi di sgombrare il campo dai rischi connessi al suo utilizzo. Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione, affronterà il grande nodo dell'IA come uno dei punti cruciali del suo intervento. La presidente della Commissione, come ogni anno, illustrerà il suo cronoprogramma alla prima Plenaria di Strasburgo dopo le ferie estive. Farà il punto sui traguardi raggiunti dalla Commissione alla soglia del Midterm, porrà l'accento sui temi che, da qui ai prossimi mesi, Bruxelles ritiene prioritari. Si rivolgerà, innanzitutto, alla maggioranza europeista che l'ha sostenuta. Una maggioranza oggi in pericolo, fiaccata dal perenne scontro tra Popolari e Socialisti e dall'ascesa delle destre in tutto il continente.

    Sulla regolazione della giungla digitale l'Europa ha invero giocato d'anticipo. L'AI Act è il primo regolamento completo al mondo sull'intelligenza artificiale. E' entrato in vigore il primo agosto del 2024 ma per la sua applicazione è stato deciso di seguire il principio dell'estrema gradualità. E il rischio è che ora sia già vecchio. Il dibattito esploso globalmente in questi giorni ha reso ancor più delicato il punto. E il fatto che Donald Trump abbia bocciato qualsiasi regolarizzazione dell'IA, andando contro la frenata degli stessi giganti della Silicon Valley, non ha sorpreso più di tanto la Commissione.

    Giovedì, come riportato da Politico.eu, a Bruxelles si terrà una riunione tecnica di funzionari inviati dai 27 Paesi membri proprio per un aggiornamento sulla messa a punto di regole globali sull'IA. Ma la sensazione, ai piani alti del Palais Berlaymont, è che l'Ue debba andare avanti senza contare su Trump. Tuttavia, il discorso di von der Leyen manterrà un suo tono positivo. L'IA - come sottolineato già in passato dalla presidente - presenta rischi e opportunità. L'Europa deve lavorare su entrambi, cominciando a sgombrare il campo dai principali effetti negativi dell'uso dell'IA, come quelli su cybersecurity e occupazione.

    Lo Stato dell'Unione 2026 giunge in un momento delicatissimo a livello politico. Ad ascoltare von der Leyen ci sarà un'Eurocamera spaccata nella sua componente europeista, segnata dal crescente dinamismo delle destre, puntellata dai malumori per l'azione politica della Commissione in questi due anni. I vertici Ue, mai come in questo momento, sono convinti che solo attraverso una maggioranza europeista si possano vincere le sfide più importanti. Il perimetro resta quello formato da Popolari, Socialisti, Verdi e Liberali. Allargabile ad una parte dei Conservatori, quella che si è dimostrata pro-Ue, pro-Ucraina e pro-Stato di diritto. I vertici Ue sono convinti che non c'è un piano B.
"Sul bilancio pluriennale non c'è altra strada che un accordo tra Popolari e Socialisti", spiega a riguardo una fonte qualificata. Ma la maggioranza europeista, sui migranti, rischia di sfaldarsi nuovamente. Ppe e S&D non sono riusciti a trovare l'intesa per una risoluzione comune sul caso Ceuta. Il rischio che, giovedì, passi il testo dei Popolari con l'appoggio delle destre e altissimo. Von der Leyen, nel suo Stato dell'Unione, non darà eccesiva enfasi spazio alla questione migratoria. Ma ne parlerà, evocando un piano ad hoc per i casi come quello di Ceuta. Il pericolo della strumentalizzazione della migrazione, per Palazzo Berlaymont, è evidente.

    L'obiettivo è dare agli Stati membri maggiori strumenti per uscire subito dall'emergenza. Difficilmente, però, la mossa basterà a spegnere le tensioni tra Ppe e Socialisti.

    Il discorso programmatico di von der Leyen si svilupperà, idealmente in più capitoli. Competitività, diversificazione energetica, stretta ai social per i minori, rapporti con la Cina, difesa comune e sostegno (incrollabile) all'Ucraina saranno solo alcuni dei punti che toccherà von der Leyen, che sulle politiche climatiche cercherà, nuovamente, di compattare la maggioranza europeista. Come sempre, in platea, ci saranno degli ospiti esterni all'Eurocamera. Tra loro, il premier canadese Mark Carney, che parlerà alla Plenaria nella giornata di giovedì. Sullo sfondo, quel 2027 in cui andranno al voto - tra gli altri - Italia, Spagna, Polonia, e Francia. Una sorta di Forche Caudine per i pro-Ue. Anche in questo caso, l'input che von der Leyen ha intenzione di dare è quello di non lasciarsi andare a pericolosi allarmismi. La Svezia, ad esempio, ha dimostrato che l'onda nera si può fermare. 

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