MotoGP, il Qatar è un caso: Yamaha si ritira e rischia penalizzazioni. Griglia ridotta ai minimi storici? La situazione
Il Gran premio del Qatar in programma nel weekend del 7 e 8 novembre è diventato un caso per la MotoGp. Ieri infatti, nel giorno della gara in Malesia, Yamaha ha annunciato che non parteciperà al Gp, ritenendo troppo rischiosa la trasferta a Doha, per via delle tensioni geopolitiche nell’area. Una decisione che non è stata gradita dalla MotoGp, la quale ha apertamento minacciato possibili penalizzazioni per la scuderia giapponese. Nel frattempo, però, monta anche la protesta dei piloti: Jack Miller ha dichiarato che “siamo in 19 o 20 a essere fermamente convinti di non voler andare“. Le altre case per ora hanno confermato la loro presenza, con l’unica eccezione del Team VR46, che ha lasciato la decisione finale a piloti e ingegneri. Nel frattempo però, complici i vari infortuni, diversi piloti potrebbero comunque non presentarsi in Qatar: a Doha il rischio è di avere una delle griglie più ridotte della storia recente del Motomondiale, con appena 14-15 piloti al via.
Il comunicato di Yamaha e la replica di MotoGp
La Yamaha ha comunicato al MotoGP Group la propria decisione “di non partecipare al Gran Premio del Qatar 2026. Tale decisione riflette la valutazione di Yamaha basata sulle informazioni attualmente a disposizione ed è indipendente dalle misure adottate dal MotoGP Group e dall’organizzatore dell’evento”. È quanto si legge in un comunicato del team giapponese che “a seguito di una recente valutazione della situazione in Medio Oriente, non ha riscontrato motivi sufficienti per modificare le restrizioni di viaggio attualmente in vigore a livello aziendale“. “Yamaha conferma il proprio pieno impegno verso la MotoGP e punta a tornare in gara in occasione del Gran Premio del Portogallo“, conclude il team giapponese.
La MotoGP “esprime rammarico per la decisione di Yamaha di non partecipare al Gran Premio del Qatar. Sebbene riconosciamo che il team sia vincolato a una politica aziendale più ampia che limita i viaggi in Medio Oriente, riteniamo che tale decisione non tenga conto delle ampie garanzie fornite a tutte le parti interessate del campionato”, replica in una nota la MotoGp. Poi il comunicato diventa più duro: “Oltre alle implicazioni contrattuali derivanti dalla decisione di Yamaha in merito agli accordi con la MotoGP e l’IRTA, la mancata partecipazione comporta anche risvolti di natura sportiva; eventuali conseguenze in tal senso saranno gestite dalla FIM, in conformità con il regolamento del Campionato”. Un passaggio che fa chiaramente riferimento a possibili penalizzazioni che saranno inflitte alla Yamaha.
La protesta dei piloti e il rischio di assistere a un mini-Gran premio
Oltre alla posizione della Yamaha, però, c’è anche quella dei piloti. A fare da portavoce è stato Jack Miller: “Siamo 19 o 20 piloti a essere fermamente convinti di non voler andare”. Secondo l’australiano, servono maggiori garanzie: “Se volete che andiamo in Qatar, metteteci la firma. Non penso sia una richiesta irragionevole”. Lo stesso Miller, che non sarà in Qatar per la decisione della Yamaha, ha però ammesso che i suoi colleghi non abbiano alternative: “Possono colpirci in qualsiasi modo, sia economicamente sia dal punto di vista sportivo, attraverso le nostre licenze e così via. E possono esserci conseguenze anche per le squadre“.
L’unico team che ha scelto una via alternativa è VR46. Il team director Uccio Salucci nei giorni scorsi ha spiegato a Sky la sua posizione: “La partecipazione sarà a discrezione di chi vuole venire o no. Rimango nella mia posizione, è una cosa veramente molto personale. So che qualcuno dei nostri rimarrà a casa, ma ci sta. Noi siamo qui apposta per cercare di gestire queste situazioni nel modo migliore possibile”. Cosa faranno Fabio Di Giannantonio e Franco Morbidelli? Al momento la loro presenza è confermata. Ma rischiano di ritrovarsi in griglia con appena un’altra dozzina di piloti.
Oltre ai 4 Yamaha che saranno assenti, infatti, sono previste altre defezioni. Alex Marquez ha già dichiarato che salterà il Qatar per operarsi: “Ora ho un’altra gara, che è un’operazione per togliere la placca. Spero di tornare in pista per Portimao. Mi opero lunedì (oggi, ndr) perché non ce l’avrei fatta a fare tre gare di fila, era impossibile”, ha dichiarato dopo il terzo posto a Sepang. In dubbio però ci sono anche Jorge Martin, Raul Fernandez, Fermin Aldeguer e Joan Mir. Non è detto che tutti decidano di forzare il rientro, visto la situazione. E non è chiaro se verranno sostituiti. Numeri alla mano, al via del Gp a Doha rischiano di esserci 14 o 15 piloti. Il record negativo nell’era della MotoGp risale all’Australia 2011, quando al via ci furono solo 14 moto.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.