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Saturday, October 10, 2026

“La legge con cui Regione Calabria vuole migliorare i concorsi potrebbe ostacolare le assunzioni”

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“La legge con cui Regione Calabria vuole migliorare i concorsi potrebbe ostacolare le assunzioni”

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di Comitato degli idonei dei Centri per l’Impiego Regione Calabria

La Proposta di Legge n. 65 della Regione Calabria, nata con l’intento di introdurre una norma transitoria per la proroga e l’allineamento delle scadenze delle graduatorie concorsuali regionali, si trova al centro di un acceso dibattito politico e amministrativo. Noi del Comitato Idonei dei Centri per l’Impiego della Regione Calabria abbiamo espresso una posizione estremamente critica nei confronti del testo attualmente in discussione: il provvedimento ha subito modifiche profonde e peggiorative rispetto alle premesse iniziali, risultando annacquato e privo di reali garanzie per chi attende da tempo un’assunzione. La posizione emersa è netta: se la norma non verrà integrata con specifici correttivi in Commissione e in Aula, sarebbe preferibile farne a meno o stralciarla, poiché rischierebbe di rivelarsi un ostacolo al reclutamento o un’approvazione di pura facciata.

Per restituire utilità ed efficacia al provvedimento, abbiamo individuato tre condizioni operative ritenute irrinunciabili. In primo luogo, chiediamo lo stop alla disciplina degli interpelli e delle manifestazioni d’interesse, a nostro avviso macchinosa e tale da allungare i tempi; sollecitiamo invece lo scorrimento diretto e trasparente degli elenchi esistenti. In secondo luogo, è necessaria una proroga piena di 24 mesi, poiché un rinvio tampone di pochi mesi non permetterebbe agli uffici regionali e ai Centri per l’Impiego di programmare le assunzioni con adeguata stabilità.

Infine, la terza richiesta riguarda lo sblocco sistematico delle convenzioni con l’intero parastato e con le agenzie regionali, quali Arpacal, Azienda Zero, Calabria Verde e Arcea. Attingere alle graduatorie dei Centri per l’Impiego per soddisfare i fabbisogni dell’intero sistema regionale consentirebbe infatti di coprire i posti vacanti a costo zero e con tempi immediati. Sul piano del diritto amministrativo, la proroga delle graduatorie rientra nella competenza della Regione sull’organizzazione dei propri uffici e del personale.

Tuttavia, per garantire che la legge superi l’eventuale vaglio della Corte Costituzionale o risposte negative da parte del Governo, occorre applicare quattro accortezze tecniche. Il testo deve mantenere una portata generale e astratta, applicandosi a tutte le graduatorie regionali vigenti senza apparire come una norma mirata a un singolo concorso. Deve inoltre poggiare su chiare motivazioni organizzative e su adeguate coperture finanziarie. È fondamentale poi che l’entrata in vigore avvenga prima della naturale scadenza dei termini, dato che una graduatoria già scaduta non può essere riattivata retroattivamente. Infine, va eliminata qualsiasi clausola escludente per le graduatorie già oggetto di precedente proroga, formulazione che finirebbe per tagliare fuori proprio il personale dei Centri per l’Impiego.

Di fronte al rischio di uno stallo legislativo, la mobilitazione del Comitato prosegue anche su altre opzioni normative. In parallelo alla discussione sulla Legge 65, si valuta infatti sia la presentazione di un emendamento regionale ad hoc da inserire nel primo provvedimento di bilancio utile, sia la richiesta di una proroga a livello nazionale all’interno del decreto “Milleproroghe” di fine anno. L’appello che rivolgiamo alla politica regionale è di assumere una decisione di responsabilità, disponendo contestualmente il massimo degli scorrimenti possibili entro le attuali scadenze per valorizzare le competenze già selezionate.

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