Uber, taglio di 3.300 posti di lavoro e manager ridotti. L'ad: "Più risorse ai robotaxi"

La riduzione rientra nel piano di riorganizzazione del colosso della mobilità, che punta non solo a una riduzione dei manager ma anche alla redistribuzione delle risorse tra le varie attività dell'azienda. Come ha specificato l'amministratore delegato Dara Khosrowshahi, l'obiettivo dei tagli è quello di "rendere Uber più semplice e veloce, e creare più capacità per investire nel futuro"
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Uber si prepara a tagliare 3.300 posti di lavoro, cioè il 10% della sua forza lavoro totale. La riduzione rientra nel piano di riorganizzazione del colosso della mobilità, che punta non solo a una riduzione dei manager ma anche alla redistribuzione delle risorse tra le varie attività dell'azienda. Come ha specificato l'amministratore delegato Dara Khosrowshahi, l'obiettivo dei tagli è quello di "rendere Uber più semplice e veloce, e creare più capacità per investire nel futuro".
L'annuncio di Uber
Come si legge in una nota di Khosrowshahi, citata da Bloomberg, “negli ultimi 5 anni, Uber è cresciuta di ordini di grandezza, quasi triplicando il proprio fatturato”, ma “questa crescita ha portato con sé anche complessità: più livelli organizzativi, più coordinamento, proprietà frammentate e, in alcuni casi, strutture che avevano senso quando i business erano più piccoli, ma che oggi non servono più bene alla nostra attuale scala”. Oltre al taglio di 3.300 posti di lavoro, il piano di riorganizzazione di Uber prevede anche la riduzione del 50% del numero dei “micro-team”, cioè le squadre composte da una o due sole persone, la riduzione del 20% del numero di dipendenti che si trovano a 7 o più livelli gerarchici di distanza dal Ceo e la fusione di tre team operativi dedicati alla ristorazione, al retail e al servizio di consegna.
Lo smart working
Oltre ai licenziamenti, il colosso della mobilità ha annunciato anche un cambiamento nello smart working: solo l’1% dei dipendenti potrà lavorare interamente da remoto. La maggioranza del personale sarà infatti tenuta a rientrare in ufficio, con i team globali che faranno capo alle sedi principali di San Francisco e New York, mentre i team regionali e tecnologici saranno raggruppati in hub dedicati. Come sottolineato dall’azienda, il lavoro ibrido prevderà almeno tre giorni alla settimana in presenza.
I robotaxi
Tra gli obiettivi di Uber per i prossimi anni c'è anche la partnership nel settore dei robotaxi, per cui Uber ha promesso di impegnare oltre 10 miliardi di dollari. “Realizzo che si tratta di un grande cambiamento, ma abbiamo deciso che fosse meglio fare un’unica grande transizione piuttosto che tante piccole riforme. Con queste decisioni ormai prese, il nostro focus è rivolto interamente al futuro”, ha concluso l'ad.
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