“La città sfiducia Mastella”, 500 persone in corteo a Benevento per chiedere le dimissioni del sindaco
Sono scesi in strada, la sera di domenica 25 ottobre, in quasi 500 per chiedere le dimissioni di Clemente Mastella da sindaco di Benevento. Numeri non altissimi, perché Mastella è un leader circondato da un affetto e un sostegno robusti. Numeri però da bicchiere mezzo pieno per una città sonnacchiosa, deferente, chiamata a partecipare appena giovedì scorso dalle opposizioni consiliari – Pd, Sinistra Italiana, liste civiche di centrosinistra -, e sostanzialmente all’oscuro di una buona fetta della cronaca giudiziaria sulla “Tangentopoli beneventana” che sta scuotendo le fondamenta di Palazzo Mosti.
Gennaro Santamaria, l’ex responsabile Gabinetto di Mastella, è stato arrestato il 30 marzo: ha sul groppone accuse di corruzione e concussione intorno ad appalti ed affidamenti pubblici, gli hanno trovato 170.000 euro a casa, e i pc e le chiavette zeppi di files dove annotava le sue spese per le campagne elettorali del partito mastelliano ‘Noi di Centro’ e le persone da ‘segnalare’ per i concorsi, con affianco il nome del (presunto) raccomandatore.
Seguendo le tracce, le dichiarazioni e le chiamate in correità di Santamaria – che ha sempre precisato che Mastella, non indagato, era all’oscuro della provenienza del denaro che alimentava la propaganda di Ndc – i pm di Benevento hanno perquisito 17 indagati, tra cui alcuni dirigenti dei settori chiave del Comune, che organizzavano insieme a Santamaria gli eventi elettorali del partito mastelliano. A novembre inizieranno gli incidenti probatori. Gli avvocati sono in fila per ricevere il Cd con le 32 ore degli audio integrali delle confessioni di colui che il sindaco, a margine di un incontro ad Avellino, aveva definito “il servo infedele”.
Il corteo si è mosso dalla biblioteca comunale in direzione Prefettura. I manifestanti hanno esposto cartelli rossi con le scritte “la città sfiducia Mastella” e “la città chiede le dimissioni della giunta Mastella”. Il freddo pungente, e il cattivo funzionamento dell’impianto di amplificazione degli interventi davanti all’ufficio territoriale di governo, hanno a poco a poco disperso i partecipanti. Tra i quali spiccava l’ex parlamentare e plenipotenziario del Pd sannita Umberto Del Basso De Caro, uno che dava del tu a Bettino Craxi e che a Benevento ha incarnato per decenni un potere vero e trasversale. “Il Comune è ormai alla paralisi, chiederemo di discuterne in consiglio presentando le motivazioni della sfiducia a questa amministrazione”, dice a ilfattoquotidiano.it uno degli organizzatori del corteo, il consigliere Pd Francesco Farese.
La situazione politica del capoluogo del Sannio è una ferita sulla pelle del Campo Largo campano, dove Fico e Manfredi governano Regione Campania e Comune di Napoli con maggioranze comprendenti Ndc. E i Cinque Stelle di Benevento? Non pervenuti, almeno i vertici locali. Su corso Garibaldi si è visto qualche militante, a titolo personale. In un comunicato di 3.600 battute del coordinatore provinciale del M5s Gabriele Iarusso, non c’è mezza riga che aiuti a capire se il movimento sia favorevole o contrario alle dimissioni di Mastella.
Peraltro lunedì 26 ottobre Giuseppe Conte era atteso a Benevento per la presentazione del suo libro ‘Una nuova primavera’, promossa dal Consiglio degli Studenti di Unisannio. L’evento è stato disdetto il 23 e rinviato sine die per la crisi aperta dalle proteste degli autotrasportatori. Nei giorni scorsi il Mattino titolò che l’ex premier avrebbe quasi certamente incontrato il sindaco: “I loro rapporti sono buoni, del resto Sandra Lonardo nel 2021 votò la fiducia al suo esecutivo”. I promotori del corteo anti Mastella erano pronti ad accoglierlo con un volantino di sintesi delle notizie sulla tangentopoli e sulla concorsopoli beneventana. Sarà per un’altra volta.
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