“Dopo la morte del nostro compagno Feiz sono rimasto mesi a letto. Emettevo un ruggito-lamento continuato che ha portato all’abrasione delle corde vocali”: parla Rocco Tanica, ex Elio e le Storie Tese
“Arrivò un esaurimento che aveva visto i suoi prodromi dopo la morte di Feiez: ero a fine corsa”. Così Rocco Tanica senza filtri a Il Corriere della Sera, sulla scomparsa del suo amico e compagno di musica degli Elio e le Storie Tese. Feiez, pseudonimo di Paolo Panigada, è morto a causa di un aneurisma cerebrale il 23 dicembre 1998 a soli 36 anni. Il malore è avvenuto la notte tra il 22 e il 23 dicembre 1998 durante un concerto della Biba Band, gruppo in cui suonavano diversi membri di Elio e le Storie Tese al locale Roialto di Milano
L’elaborazione del lutto per Tanica “ha cominciato a diventare insostenibile, in particolare nel 2013, l’anno in cui portammo ‘La canzone mononota’ a Sanremo. La preparazione dell’arrangiamento orchestrale mi asciugò completamente le energie. Arrivò un esaurimento che aveva visto i suoi prodromi dopo la morte di Feiez: ero a fine corsa”.
Poi ha continauto: “Feiez era un musicista impareggiabile. L’amico con il quale non c’è nulla di non detto, nessuna ombra. La sua morte è stata un enorme choc. Per me l’elaborazione del lutto è durata molto più di un tempo canonico, ma è arrivato un momento in cui ho detto: ‘Io non riesco più'”.
“Vedevo cose che non c’erano, muri che pulsano, sentivo gente che parlava, roba del genere. – ha spiegato Tanica – Sono rimasto mesi a letto, nella mia cameretta da bambino a casa dei miei genitori. Fra i pochi suoni che emettevo c’era questa specie di ruggito-lamento continuato, una schifezza da sentire, che ha portato all’abrasione delle corde vocali e mi ha lasciato senza voce per un periodo”.
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