Israele arresta 5 italiane in Cisgiordania, la Farnesina chiede "chiarimenti"

Attacco missilistico Houthi contro la capitale saudita Riad: la notizia è riportata dai media iraniani.
Le autorità hanno diramato un allarme, poi revocato. Poco prima, il portavoce della coalizione a guida saudita aveva affermato che le difese aeree avevano intercettato e distrutto due droni lanciati dagli Houthi verso la regione meridionale dell'Arabia Saudita.
Netanyahu: "Trump vuole finire il lavoro in Iran con me"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dichiara che il presidente statunitense Donald Trump lo ha indicato come il leader più adatto a condurre fino in fondo la guerra contro l'Iran, e citando il recente sostegno espresso da Trump, ha riferito che il presidente americano ha chiarito di voler "portare a termine il lavoro" avendo lui, Netanyahu, come partner. Lo scrive Al-Jazeera. Netanyahu ha inoltre avvertito che qualsiasi nuovo attacco da parte dell'Iran riceverà una risposta caratterizzata da "una forza e una potenza che non riescono nemmeno a immaginare".
Cisgiordania, 5 italiane arrestate da Israele
Secondo fonti della Farnesina, il ministero degli Esteri israeliano ha comunicato al consolato d'Italia a Gerusalemme che sono cinque, e non quattro, le cittadine italiane fermate in Cisgiordania assieme ad altri attivisti internazionali.
Le connazionali sono ancora presso la stazione di polizia di Kiryat Arba, dove sarebbero state sottoposte a interrogatorio dopo essere state fermate. Erano impegnate a protezione di agricoltori palestinesi durante la raccolta delle olive. Le autorità israeliane hanno riferito che potrebbero essere rilasciate ed espulse, ma senza dare garanzie. L'ambasciata e il consolato italiani hanno chiesto il loro rilascio immediato, anche per la mancanza di chiarezza sulle condizioni della loro detenzione. Il consolato ha chiesto di poter contattare e incontrare le connazionali, alle quali sono stati sequestrati i telefoni cellulari.
L'ONU: "100mila famiglie palestinesi dipendono dalle olive, Israele mette a rischio la loro sicurezza"
Fino a 100mila famiglie palestinesi dipendono dalla raccolta delle olive per il proprio sostentamento, ma gli attacchi dei coloni e le restrizioni israeliane all'accesso ai terreni stanno compromettendo la sicurezza alimentare e la possibilità di raccogliere i frutti in condizioni di sicurezza. Lo ha denunciato Ramiz Alakbarov, coordinatore speciale ad interim dell'Onu per il processo di pace in Medio Oriente, durante una visita nell'area di Jenin, in Cisgiordania, insieme a diplomatici di 13 Paesi.
La delegazione ha raccolto testimonianze di agricoltori e ricevuto informazioni sulle misure di protezione dei raccoglitori, compreso l'accompagnamento nei campi e l'assistenza legale. Alakbarov ha chiesto che gli attacchi da parte dei coloni cessino e che i responsabili siano chiamati a risponderne.
La Farnesina: "5 italiane fermate in Cisgiordania, chiesti chiarimenti"
Il ministero degli Esteri si è attivato per ottenere informazioni sul fermo di alcune italiane nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, in Cisgiordania, mentre accompagnavano agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. Lo comunica la Farnesina in una nota stampa.
Le connazionali sono state fermate insieme ad altri attivisti internazionali. Non appena informati dell'accaduto, l'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il consolato d'Italia a Gerusalemme sono entrati in contatto con le autorità israeliane, chiedendo chiarimenti urgenti sulle circostanze del fermo e sulla situazione delle connazionali. La Farnesina al momento ha ottenuto conferma che le italiane si trovano presso una stazione di polizia. Le autorità israeliane confermano la presenza di 4 cittadine italiane.
Trump dietro le sbarre, la performance di un attore a Teheran diventa virale. Ennesima provocazione della Repubblica Islamica nei confronti del tycoon
Sta facendo il giro del web una provocatoria installazione artistica apparsa in piazza Tajrish a Teheran, in Iran, che mostra un attore nei panni di Donald Trump dietro le sbarre di una gabbia, vestito con un completo scuro e una cravatta rossa.
I video dell'iniziativa sono diventati rapidamente virali sui social media, riaccendendo i riflettori sulle storiche tensioni tra Teheran e Washington. Come evidenziato dal quotidiano britannico The Mirror, l'opera rappresenta l'ennesima provocazione della Repubblica Islamica nei confronti del tycoon, bersaglio frequente anche di attacchi informatici e campagne online. A rimarcare la natura politica dell'esibizione c'è lo slogan ufficiale che la accompagna: "È un crimine non vedere questa scena". Nei filmati diffusi in rete si vedono folle di passanti incuriositi fermarsi a immortalare la scena con smartphone e telecamere. Anche le reazioni internazionali sulle piattaforme social non sono tardate ad arrivare. Su X, un utente ha ironizzato sullo stile pungente della propaganda iraniana commentando: "Bisogna ammettere che gli iraniani sanno come lanciare frecciatine efficaci". Un altro, riferendosi all'attore nella cella, ha aggiunto con sarcasmo: "Sembra persino più umano del Trump originale".
La tv iraniana: "7 petroliere colpite a Hormuz"
La televisione di Stato iraniana ha riferito giovedì che, durante la notte, sette petroliere sono state colpite da attacchi o hanno urtato mine navali nello Stretto di Hormuz: si tratterebbe del numero più elevato di navi danneggiate in un solo giorno in quella via navigabile dall’inizio della guerra in Iran, il 28 febbraio.
Il segretario ONU, Guterres: "La situazione nei Territori Palestinesi Occupati è fuori controllo'. Si realizzi la soluzione a due Stati"
'La situazione nei Territori Palestinesi Occupati è fuori controllo''. Lo ha detto il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres sottolineando che ''a Gaza gli aiuti essenziali continuano a essere severamente limitati da Israele'' e ''nella Cisgiordania occupata i palestinesi continuano a subire attacchi quotidiani da parte dei coloni israeliani e giornalisti e diplomatici sono bersaglio di aggressioni''. In un post su 'X' Guterres ha sottolineato che ''è necessario un percorso politico credibile verso una pace duratura, che ponga fine all'occupazione e realizzi una soluzione a due Stati, con Israele e Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza''.
Wall Street Journal: esaurita riserva petrolifera della flotta ombra di Teheran
Dopo mesi di blocco navale da parte americana l'Iran avrebbe esaurito le riserve petrolifere della sua flotta ombra che stazionava nelle acque dell'oceano Indiano e vendeva regolarmente petrolio alla Cina. Lo scrive il Wall Street Journal citando dati della società Kpler. Secondo il rapporto, le riserve galleggianti, che avevano garantito all'Iran una fonte di entrate costante durante la guerra, si sono completamente esaurite a metà ottobre. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato sabato che il blocco ha privato Teheran di almeno 25 miliardi di dollari di entrate petrolifere e limiterà capacità iraniana di ricostruire le fabbriche e gli armamenti distrutti.
Raid Israele su Striscia Gaza, 4 morti di cui una 17enne
Almeno tre palestinesi, tra cui una ragazza di 17 anni, sono stati uccisi da attacchi israeliani in diverse localita' della Striscia di Gaza, secondo quanto riferito da fonti sanitarie locali citate da Al Jazeera.
A Gaza (nella parte settentrionale della Striscia), un drone israeliano ha lanciato due missili contro un veicolo nel quartiere di Tel al-Hawa, avvolgendolo tra le fiamme. L'attacco ha causato la morte di due persone, ha reso noto il ministero della Salute di Gaza. Sempre nel nord della Striscia, la diciassettenne Rafif Raed Labad e' stata uccisa dal fuoco israeliano nell'area di Al-Faluja, all'interno del campo profughi di Jabalia; il suo corpo e' stato trasportato all'ospedale Al-Shifa con una ferita da arma da fuoco alla testa.
Nel sud, un attacco aereo israeliano che ha preso di mira un giovane a bordo di una bicicletta elettrica, vicino all'incrocio di Al-Shuun, a ovest di Khan Yunis, ha causato una vittima. L'esercito israeliano non ha risposto nell'immediato a una richiesta di commento da parte dell'agenzia Efe in merito a tali attacchi.
Nonostante un cessate il fuoco in vigore dall'11 ottobre 2025, gli attacchi israeliani a Gaza non sono cessati. Secondo le autorita' sanitarie di Gaza, dall'inizio della tregua si contano 1.538 morti e 5.498 feriti, mentre le squadre di soccorso hanno recuperato 841 corpi dalle macerie. Dall'inizio della guerra, nell'ottobre 2023, il ministero della Salute di Gaza - controllato da Hamas - ha registrato, fino a giovedi', un totale di 74.498 decessi e 175.616 feriti.
Arabia Saudita: Aramco ordina evacuazione sede Dhahran
Il colosso petrolifero saudita Aramco ha ordinato l'evacuazione totale del quartier generale a Dhahran, nell'est del paese, e ha chiesto al personale di lavorare da casa. Lo hanno riferito due fonti informate.
La maggior parte del personale era gia' in telelavoro da quando gli Houthi hanno colpito la struttura di Dhahran la scorsa settimana.
Gaza, Israele uccide altre 4 persone
Quattro persone sono state uccise nella Striscia di Gaza da tre distinti attacchi israeliani, riferiscono fonti ospedaliere.
A Gaza City, un attacco contro un'auto ha ucciso almeno due persone, secondo quanto dichiarato dai medici. Una folla si è radunata intorno al relitto in fiamme, mentre i soccorritori con giubbotti arancioni tentavano di spegnerlo con l'acqua, stando a quanto mostrato da alcuni video postati online. In un altro attacco, avvenuto a Khan Younis, nel sud della Striscia, è stato ucciso un palestinese in bicicletta, mentre colpi d'arma da fuoco hanno ucciso una donna vicino al campo profughi di Jabalia.
L'ONU condanna gli attacchi dei coloni in Cisgiordania durante la raccolta delle olive
L'Ufficio dell'ONU per i diritti umani ha dichiarato che gli attacchi dei coloni israeliani durante la raccolta delle olive costituiscono un ulteriore strumento di sfollamento e spossessamento, che aggrava la sofferenza delle comunità palestinesi i cui diritti sono quotidianamente sotto attacco. L'ufficio ha aggiunto che i coloni hanno inoltre danneggiato proprietà palestinesi e sottratto olive già raccolte e attrezzature agricole, esortando tutti gli Stati e i donatori ad adottare misure urgenti per proteggere le comunità palestinesi.
L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha riferito che, nelle prime due settimane di ottobre, in Cisgiordania sono stati registrati almeno 160 attacchi da parte di coloni legati alla raccolta delle olive, avvenuti spesso sotto la protezione o con la partecipazione delle forze di occupazione israeliane.
È stato inoltre segnalato che, nei giorni scorsi, i coloni hanno aggredito una fotoreporter del Washington Post mentre documentava la raccolta delle olive e hanno preso di mira alcuni diplomatici europei durante una visita in un villaggio palestinese.
Secondo l'Ufficio dell'ONU per i diritti umani, le prime settimane della raccolta delle olive di quest'anno, nella Cisgiordania occupata, sono state segnate da attacchi dei coloni che hanno incluso l'uso di munizioni vere, incendi dolosi e la distruzione di ulivi secolari.
Giovedì, l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) nei Territori palestinesi occupati ha esortato gli Stati e i donatori a superare la fase delle semplici condanne e ad adottare azioni concrete e urgenti per proteggere le comunità palestinesi, in un contesto in cui la stagione ha avuto un "inizio inquietante".
L'Ufficio dell'ONU per i diritti umani ha reso noto che migliaia di agricoltori palestinesi non sono in grado di raggiungere i propri ulivi a causa delle severe restrizioni alla circolazione imposte da Israele – restrizioni che negli ultimi tre anni si sono drasticamente aggravate – mentre ai coloni è consentito accedere alle terre palestinesi e raccoglierne i frutti.
"I palestinesi affermano spesso che gli ulivi sono il simbolo della loro esistenza come popolo e del loro legame con la terra", ha dichiarato Ajith Sunghay, capo dell'ufficio dell'ONU per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati.
"Si tratta dell'ennesimo strumento di sfollamento e spossessamento, che accresce la sofferenza di comunità i cui diritti sono quotidianamente sotto attacco".
Sunghay ha ribadito l'appello del "Protection Cluster" – una rete che comprende oltre 100 organizzazioni internazionali e locali, coordinata dal suo ufficio – affinché gli Stati membri rafforzino la propria presenza diplomatica sul campo nelle comunità ad alto rischio, in particolare durante i periodi di raccolta. Il Cluster ha esortato i governi nazionali a fare pressione su Israele affinché garantisca ai palestinesi un accesso sicuro ai propri terreni agricoli, protegga gli agricoltori dalla violenza e dall'espulsione, rafforzi la responsabilità e ponga fine all'espansione coloniale.
L'Ufficio dell'ONU per i diritti umani ha inoltre invitato i donatori a fornire finanziamenti tempestivi e flessibili destinati a iniziative di presenza protettiva, assistenza legale, sicurezza alimentare e sostegno ai mezzi di sussistenza.
Il NYT: "USA e Israele vogliono attaccare l'Iran dopo il voto"
Gli eserciti di Stati Uniti e Israele hanno elaborato piani specifici per nuovi attacchi all'Iran dopo le elezioni americane di midterm. Lo ha rivelato il New York Times, citando funzionari statunitensi e fonti, dopo che lunedì scorso decine di caccia israeliani hanno sorvolato la Siria e l'Iraq, raggiungendo il confine con l'Iran.
Il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu in Israele questa settimana per discutere di nuovi attacchi, secondo quanto riferito dai funzionari statunitensi. Tra gli obiettivi ci sarebbero le infrastrutture energetiche iraniane, gli impianti nucleari e l'arsenale di missili e droni. Alcuni funzionari affermano che un'altra serie di attacchi su larga scala potrebbe spingere l'economia iraniana sull'orlo del collasso e costringere Teheran a concessioni diplomatiche dopo quasi otto mesi di conflitto.
Due italiani arrestati ed espulsi in Cisgiordania, sono volontari umanitari
Padre e figlio italiani arrestati in Cisgiordania, saranno espulsi
Due bolzanini, padre e figlio, Manuel Tartarotti e suo padre Alberto, di 35 anni e 67 anni, che si trovavano in Cisgiordania per motivi umanitari sono stati detenuti per oltre un giorno dalla polizia israeliana con l'accusa di terrorismo ed poi espulsi. Il fatto è avvenuto durante una raccolta di olive non autorizzata vicino al villaggio di At-Tuwani, a Masafer Yatta.
Lo riporta il portale news altoatesino Salto.bz. "La polizia israeliana ci ha chiesto i documenti, poi hanno preso me e mio padre, ci hanno bendati e ci hanno caricati su un furgone militare. Non ci hanno detto dove ci portavano, io sono stato preso e menato nel retro del mezzo. Non sapevo cosa sarebbe successo ed ho avuto paura", racconta Manuel al sito.
Padre e figlio erano in Cisgiordania dal 18 ottobre per portare fondi raccolti in Italia a Youth of Sumud, l'associazione di volontariato che nel 2024 ha vinto il premio Alex Langer. "Siamo stati interrogati, schedati con impronte e dna e tenuti ammanettati fino alla notte", prosegue il racconto di Tartarotti a Salto.bz. "Ero con mio padre in una cella lurida, ma almeno con lui, quindi eravamo tranquilli." Le motivazioni alla base dell'accusa, spiega Manuel, sono la presenza in una zona dichiarata illegale (anche se non c'era nessun cartello ad indicarlo") e soprattutto l'affiliazione a Youth of Sumud, "che loro definiscono terrorista, cosa che ovviamente non è vera". Per entrambi è scattato un divieto di ingresso in Israele di dieci anni. Secondo un comunicato della polizia israeliana, pubblicato dal Times of Israel e ripreso da Salto.bz, padre e figlio avrebbero preso parte alla raccolta delle olive non autorizzata e gli attivisti sarebbero fuggiti in una zona di esercitazioni militari all'arrivo degli agenti.
Esperti Onu: "Nuove minacce per la raccolta delle olive in Cisgiordania"
Con l'avvio della raccolta annuale delle olive, gli agricoltori palestinesi nella Cisgiordania occupata si trovano ad affrontare nuove minacce, hanno dichiarato esperti indipendenti dell'Onu, esortando Israele a garantire la loro protezione e un accesso sicuro alle loro terre.
Anno dopo anno, la violenza, la distruzione e le restrizioni si intensificano, affermano gli esperti ribadendo la loro preoccupazione per il perdurare di violenza, intimidazioni e restrizioni all'accesso imposte dalle forze israeliane agli agricoltori. I sei esperti - tra i quali la Relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati Francesca Albanese - si dicono preoccupati per gli ordini emessi dalle autorità militari israeliane nel settembre 2026, che dispongono la rimozione della vegetazione da circa 339.000 metri quadrati di terreni agricoli palestinesi nel nord e nel centro della Cisgiordania occupata, incluse aree coltivate a ulivi, affermano in un comunicato pubblicato a Ginevra. "Tali ordini prevedono lo sradicamento degli ulivi e impongono ai proprietari terrieri termini molto brevi per rimuovere la vegetazione e presentare eventuali ricorsi", sottolineano. Per gli esperti indipendenti la raccolta delle olive "rappresenta una fonte essenziale di cibo, reddito e sostentamento per migliaia di famiglie palestinesi". Pertanto, gli agricoltori palestinesi devono essere "protetti e messi in condizione di accedere alle proprie terre in sicurezza", esortano i sei esperti. Durante la raccolta delle olive del 2025- aggiungono - sono stati documentati 178 attacchi da parte di coloni in tutta la Cisgiordania occupata, che hanno colpito 88città e villaggi palestinesi: si tratta del numero più elevato di località registrato dal 2020. Gli esperti esortano Israele a garantire che le proprie forze proteggano gli agricoltori palestinesi dagli attacchi dei coloni e la comunità internazionale, "in particolare gli Stati dotati di potere e influenza" ad esercitare la massima pressione per proteggere i civili palestinesi".
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